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Informazioni incomplete in barba alla normativa
di Riccardo Bedogni

Non tutte le attività richiedono l’autorizzazione dell’amministrazione. Catania, Palermo e Ragusa: mancano gli importi previsti

Tags: Enti Locali, Dipendenti, Trasparenza



PALERMO - Gli elenchi presenti nel sito web istituzionale del dipartimento della Funzione pubblica, secondo il comma 14 dell’art. 53 del Dlgs 165 del 2001, devono riportare le indicazioni riguardanti l’amministrazione o ente conferente, la descrizione e la durata dell’incarico, l’importo previsto da corrispondere, nonché l’importo erogato nell’anno di riferimento a fronte di quell’incarico.
Tra i capoluoghi siciliani che hanno fornito le informazioni relative al 2007, per Catania, Palermo e Ragusa  mancano le indicazioni dell’importo previsto.

Per quanto riguarda i singoli dipendenti che hanno avuto in previsione, nell’anno considerato, il compenso più elevato, al primo posto abbiamo Domenico Battaglia del Comune di Messina, che per un incarico dal 23 marzo 2007 al 22 marzo del 2009 ha riportato un importo previsto di oltre 172 mila euro, incassandone nel 2007 ben 66 mila. Per la stessa tipologia e durata d’incarico, il suo collega  Antonino Bertuccelli  ha avuto nel 2007 quasi 25 mila euro con una previsione finale di oltre 65 mila. E’ pari a zero, invece, l’importo per Salvatore Bianca del Comune di Siracusa che dal 1° febbraio 2007 al 31 gennaio 2009 ha avuto un incarico alla Multiservizi Spa con un importo previsto di 96 mila euro.

La normativa impone limiti rigorosi allo svolgimento di incarichi esterni da parte del dipendente pubblico, ciò al fine di impegnarlo in via esclusiva a favore della Pa per la quale lavora. Tuttavia, in base al comma 6 dell’art. 53 del D.lgs n. 165/2001 alcuni incarichi retribuiti non hanno bisogno di autorizzazione.
Si tratta ad esempio di collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie; di partecipazioni a convegni e seminari; di incarichi conferiti da organizzazioni sindacali. Questi non devono avere comunque carattere continuativo e non devono essere svolti durante l’orario lavorativo. Per tutte le altre attività è indispensabile l’autorizzazione da parte dell’amministrazione di appartenenza.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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