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Screening mammografico per la prevenzione del carcinoma
di Liliana Blanco

L’Ados Italia e l’Airc promuovono una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori. Lo Bello: “Il nostro compito è quello di accompagnare dolcemente le donne”

Tags: Ados Italia, Airc, Graziella Lo Bello



GELA (CL) - Le associazioni di volontariato al servizio della popolazione femminile del territorio ed a supporto delle istituzioni. L’Ados Italia ( associazione donne operate al seno) e l’Airc ( associazione italiana per la ricerca sul cancro) aiutano l’Azienda sanitaria provinciale n. 2 di Caltanissetta nella realizzazione dello screeninig, una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori della mammella, cervìce uterina e colon retto. L’iniziativa di prevenzione è iniziata 16 febbraio con lo screening mammografico per prevenire il carcinoma della mammella.
 
E lo screening in poche settimane vola a Gela, grazie al contributo fattivo di medici, personale sanitario ed al contributo concreto delle volontarie delle due associazioni femminili che stanno realizzando una ricerca porta a porta delle donne ‘dissidenti’, con chiamate telefoniche, inviti personali e opera di convincimento per le donne più paurose o disinformate sulla necessità della prevenzione. Centinaia di donne dai 50 ai 69 anni si stanno sottoponendo all’esame per realizzare la prevenzione. Per diffondere il messaggio in tutti i comuni del territorio ed i quartieri vengono organizzati convegni. Si viaggia al ritmo di 100 esami mammografici a settimana solo per il territorio di Gela e l’obiettivo è raggiungere duemila donne per i comuni di Gela, Niscemi, Butera, Riesi e Mazzarino.
 
E poi convegni, lezioni nelle scuole per raggiungere  la popolazione femminile a tappeto. Un’altra parte consiste riguarda la popolazione del Vallone: lo screening infatti è stato diviso fra due ospedali capofila, il ‘Vittorio Emanuele di Gela’ ed il ‘Sant’Elia di Caltanissetta. Complessivamente in provincia di Caltanissetta verranno screenate 25.000 donne.
 
“Si tratta di un’operazione imponente - ha detto la vice presidente dell’Ados Italia, Graziella Lo Bello - il nostro compito è quello di accompagnare dolcemente le donne al primo screening per ‘aggredire’ il male sul nascere quando c’è; e se non c’è, è anche meglio, almeno si potrà avere un quadro chiaro ed una valutazione obiettiva dello stato di salute della popolazione femminile. Noi che abbiamo subito di persona la patologia, sappiamo valutare quanto sia importante arrivare prima e abbiamo una parola in più per aiutare le donne che scoprono di avere la malattia o semplicemente quelle che hanno qualche riserva ad avvicinarsi all’esame non invasivo della mammografia”.  “Da oltre 15 anni siamo presenti sul territorio - dice Graziella Condello Città, presidente dell’Airc di Gela -  e  la ricerca ha fatto passi da gigante ottenendo dati confortanti sulla flessione dell’incidenza del tumore alla mammella, grazie anche al contributo che abbiamo dato con le raccolte devolute all’istituto centrale per la ricerca scientifica”. Oggi non esiste più la mastectomia ma si interviene su un quadrato della mammella per individuare i linfonodi sentinella e avere un quadro chiaro sul quadro clinico della paziente. “Abbiamo battuto i tempi delle liste di attesa - dice il primario di radiologia Rosario Greco - se fino a qualche mese fa per una mammografia si doveva attendere 15 mesi adesso, abbiamo ridotto di due mesi la lista di attesa ed in 4 mesi arriveremo all’azzeramento”.
 


Associazionismo. Iniziativa supportata dall’Agesc
 
GELA (CL) - Qualche giorno fa presso l’Istituto Suor Teresa Valsè di Gela si è tenuto un convegno sul tema ‘Nella prevenzione il futuro della donna’. Un nutrito pool di medici specialisti hanno spiegato ad una grande platea femminile e non solo i vantaggi della prevenzione. Al convegno hanno partecipato il primario di radiologia Rosario Greco, il radiologo Giovanni Battaglia, i senologi Giuseppe Di Martino e Francesco Lauria, il primario di Anatomia Patologica dell’ospedale Cannizzaro di Catania Giuseppe Grasso, il responsabile del Dipartimento di salute mentale Giuseppe Arancio, l’oncologo Roberto Valenza, lo specialista della terapia del dolore Gianpaolo Alario. I lavori sono stati moderati dal primario di chirurgia dell’ospedale di Gela, Ignazio di Natale. L’iniziativa è stata supportata dall’Agesc, associazione genitori scuole cattoliche presieduta da Luigi Sarto, che ha contribuito alla diffusione capillare del messaggio sulla prevenzione. “Scoprire un nodulo appena formato - dice il senologo Giuseppe Di Martino - aiuta anche il chirurgo ad intervenire con una semplice quadrantectomia e senza intaccare il cavo ascellare e allunga l’aspettativa di vita per la donna colpita dalla patologia tumorale.

Articolo pubblicato il 11 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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