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Quotidiano di Sicilia

La Chimica non ha portato vero sviluppo nell’area
di Rosario Battiato

I rischi per la salute della popolazione e la perdita dei posti di lavoro. La sottovalutazione degli investimenti per il risanamento

Tags: Priolo, Melilli, Rigassificatore, Triangolo Della Morte, Legambiente, Massimo Carrubba, Giuseppe Sorbello



PALERMO – La Corte Ue di Lussemburgo ha riconosciuto come “presunte responsabili” dell’inquinamento della rada di Augusta le aziende Eni, Erg, Syndial e Polimeri Europa. Le stesse aziende si erano rivolte al Tar Sicilia perché ritenevano irrealizzabile e di costi sproporzionati la bonifica della rada di Augusta.
“La bonifica della rada rappresenta la madre di tutte le bonifiche – ha dichiarato Massimo Carrubba, sindaco di Augusta – ed è su questa base che bisogna lavorare. Dire che il rimedio potrebbe esserepeggiore del male non può esimerci dal cercare la soluzione tecnica più adatta”.

La sentenza isolana potrebbe di fatto creare un precedente importante da esportare, come sottolineano da Legambiente, nelle altre realtà italiane che necessitano interventi immediati. Solo Eni è proprietaria di 21 Sin (Siti di Importanza Nazionale) in Italia, ma in generale il sistema delle bonifiche si è rivelato fallimentare producendo di un quasi nulla di fatto in dieci anni dall’istituzione dei Sin.

“La prima colpa del ricorso al Tar è da addebitare all’Eni – ha ribadito Giuseppe Sorbello, sindaco di Melilli – poi tutte le altre seguono; ad ogni decisione c’è stato un ricorso col risultato che oltre la messa in sicurezza non è stato fatto niente e tutto ciò nel complesso ha pesato decisamente sui bilanci comunali. Adesso si spera che i tempi di bonifica siano accorciati, ma prima di parlare di rigassificatore bisogna avere lo svincolo dell’area”.  E senza “svincolamento” dell’area, avvertono i sindaci del triangolo della morte sarebbe difficile pensare alla costruzione del rigassificatore, sebbene gli enti locali non possano avere parere vincolante in proposito.
Il cerino resta sempre in mano alla Regione.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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