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Crisi carrozzerie, problema dimenticato
di Michele Giuliano

Oltre sette mila i lavoratori interessati, quasi tre volte la Fiat di Termini Imerese ma nessuno se ne accorge. L’artigianato è in grandi difficoltà: nel 2009 tra iscrizioni e cessazioni, saldo negativo di 808 imprese

Tags: Fiat, Termini Imerese, Artigianato, Cna



PALERMO - “Salviamo la Fiat di Termini Imerese”: quante volte abbiamo sentito gridare ai quattro venti questa frase specie in quest’ultimo periodo.
Politici, istituzioni ai vari livelli, sindacati, organizzazioni di categoria e che più ne ha più ne metta. Come se l’unica priorità fosse quella di salvare l’industria termitana e i suoi poco più di 2 mila lavoratori. Per questa realtà si stanno tentando di fare i salti mortali ma fuori da quei capannoni esistono tante altre realtà ed anche più drammatiche in Sicilia che incidono molto di più sul territorio e sulla sua economia.

Ha richiamato tutti in questo senso la Cna, la confederazione artigiani siciliana, che ha posto l’accento sul fatto che probabilmente si stanno puntando i riflettori troppo su un fronte. Eppure in Sicilia esistono delle emergenze come quella dei carrozzieri e più in generale degli artigiani: un esercito di migliaia di lavoratori e di imprese, cuore pulsante dell’economia dell’Isola che non vive certo sorreggendosi sulle grandi industrie. “Chiediamo alla politica e alle istituzioni di aprire un confronto sui problemi del settore – dice Salvatore Belfiore, segretario CNA Sicilia-U.S.C: noi non siamo abituati a salire sui tetti o a clamorose forme di sciopero, ma intendiamo richiamare l’attenzione sulla grave situazione che riguarda il mondo delle carrozzerie siciliane. Una crisi che, in termini quantitativi e qualitativi, rappresenta almeno tre vicende come quelle di Termini Imerese messe assieme”.

In Sicilia operano infatti 2 mila 348 imprese di carrozzeria che danno lavoro a circa 7 mila e 200 addetti tra dipendenti, soci collaboratori e titolari d’impresa. I problemi di questa categoria sono connessi essenzialmente alle condizioni del mercato dell’autoriparazione in Sicilia, fatto secondo la Cna di fattori distorsivi nel rapporto fra consumatori e carrozzieri. Una crisi aggravata dal modo di agire dei diversi soggetti in campo: utenti, assicurazioni, associazioni e periti.

L’artigianato più in generale è in continua crisi: a conclusione del 2009 l’anagrafe delle imprese siciliane chiude in pareggio, ma artigianato e agricoltura sono i settori più in difficoltà. Questo è quanto risulta dall’ultimo studio condotto da Infocamere, la società consortile che si occupa di rilevare per ogni trimestre i tassi di natalità e mortalità che riguardano le imprese italiane.
Al 31 dicembre scorso le imprese siciliane hanno presentato i seguenti dati: 26 mila 135 nuove iscrizioni e 25 mila 933 cessazioni per un saldo complessivo di 202 unità e un tasso di crescita di 0,04 per cento. In linea con ciò che accade nel complesso del Paese, anche in Sicilia sono le imprese artigiane a mostrare segni di debolezza.

Con 4 mila 982 iscrizioni e 5 mila 790 cessazioni, al termine del 2009 l’Isola ha presentato un saldo negativo di -808 unità a cui è corrisposto un tasso di crescita del -0,93 per cento.
Gli ultimi dati confermano la tendenza già in atto da tempo e cioè che le società di capitale stanno crescendo in maniera sostenuta a fronte di una riduzione progressiva delle ditte individuali.
 


Oltre alla crisi ci si mettono anche i decreti
 
C’è anche un altro problema che sta toccando il settore delle carrozzerie siciliane anche e in questo caso il problema è generalizzato a livello nazionale.
Si tratta di un decreto riguardo al risarcimento diretto in caso di incidente per l’automobilista. “In caso di incidente gli automobilisti devono essere completamente liberi di scegliere se ottenere il risarcimento diretto, avanzando la richiesta alla propria compagnia di assicurazione, o indiretto, chiedendolo all’assicurazione di chi ha provocato il danno”: questa la richiesta avanzata dalle organizzazioni di settore aderenti alla Cna, alla Confartigianato e a Casartigiani, a nome di 14 mila imprese di carrozzeria distribuite su tutto il territorio nazionale, al sottosegretario allo sviluppo Stefano Saglia in vista del dibattito parlamentare su decreto milleproroghe. 
“Nel decreto, infatti – sottolineano in una nota i presidenti delle tre Associazioni, Bruno Tosi per Cna servizi alla comunità, Roberto Ansaldo di ANC Confartigianato e Mario Coltelli di Casartigiani Autoriparazione – il relatore ha proposto un emendamento che se dovesse essere accolto andrebbe in netta contrapposizione con una recente sentenza della Corte costituzionale che ha sancito la fine dell’obbligatorietà del risarcimento diretto. Il risarcimento diretto è stato, quindi considerato uno strumento alternativo e non esclusivo per ottenere il rimborso dei danni”.

Articolo pubblicato il 16 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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