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Catania - Put, parcheggi e mezzi pubblici il piano del Comune per mobilità
di Melania Tanteri

Fondamentale la stesura del Piano urbano del traffico, previsto dall’art. 36 del nuovo Codice della strada. Diminuire e regolare il flusso di automobili tra le priorità dell’amministrazione

Tags: Catania, Parcheggi, Traffico, Antonio Scalia, Stati Generali



CATANIA - La mobilità, che insieme al traffico e all’inesistenza di un piano efficace, è la vera emergenza di Catania, è stata al centro dell’ultimo seminario relativo agli Stati generali. Una priorità, dunque, ma anche una sfida affascinante secondo l’assessore alla Viabilità del Comune etneo, Antonio Scalia, che può risultare vincente e da cui si deve partire per fare di Catania una città più vivibile. Diversi i fronti sui quali agire, secondo l’amministrazione, per risolvere questo nodo che allontana Catania dagli standard europei e la confina nella totale anarchia: riattivare i parcheggi scambiatori, diminuire il flusso di automobili in circolazione in città, potenziare i mezzi pubblici, ridare priorità ai pedoni, intensificare le zone a traffico limitato.

“Diversi – ha spiegato il sindaco Stancanelli - sono i fronti su cui agire. Intanto bisogna trasformare l’Amt in Spa mettendola in condizioni di agire autonomamente. Poi bisogna mettere a regime i quattro parcheggi scambiatori. A Catania il problema non è costituito tanto dagli automobilisti catanesi, ma dalle 60 mila macchine che ogni giorno entrano in città”.
Diminuire e regolarizzare il flusso di automobili, dunque, tra le priorità dell’amministrazione che, secondo quanto affermato dal sindaco e dall’assessore Scalia, sta già lavorando in questa direzione.

“Catania è una città ufficiocentrica – ha spiegato Scalia – in cui ogni giorno entrano decine di migliaia di automobili e che, inoltre, vanta uno degli indici più alti di auto per abitante: 67 auto ogni 100 abitanti. Sommando a questo l’inefficienza del sistema viario, i parcheggi inattivi o inesistenti, e i servizi pubblici inefficienti, risulta chiaro che bisogna pensare ad una nuova politica della mobilità che consideri l’auto insieme al pubblico”.
Molte le soluzioni prospettate dall’amministrazione, alcune già in corso di realizzazione, altre in via di studio: a cominciare dalla redazione del Piano urbano del traffico, previsto dall’art. 36 del nuovo Codice della strada, e obbligatorio per i comuni con più di 30.000 abitanti, di cui Catania è ancora priva.

“Stiamo predisponendo tutte le parti di cui si compone il Put – ha detto l’assessore Scalia – ponendo attenzione al flusso veicolare, ai mezzi pubblici e alle zone di sosta”.
Fondamentale, in questa chiave, la realizzazione del Brt, il Bus rapid transit, il sistema grazie al quale saranno potenziati i collegamenti dalla periferia al centro della città: a cominciare dal collegamento tra il parcheggio Due Obelischi e le zone centrali, un percorso che, secondo quanto affermato, permetterà di raggiungere il centro in 20 minuti, attraverso l’individuazione di una corsia preferenziale sulla quale potrà transitare solo il mezzo pubblico. Una mobilità “sostenibile”, secondo il professor Giuseppe Inturri, tra i relatori dell’incontro, quello che serve a Catania, e la realizzazione di un sistema integrato provinciale.
 
Aspetto, questo, su cui ha insistito anche l’ingegner Alberto Pasqua, anch’egli tra i relatori, che ha ribadito la necessità di immaginare un network territoriale che interessi i diversi comuni limitrofi. Relativamente a quest’ultimo aspetto, Vanni Calì della Provincia di Catania, ha parlato dell’esistenza di un Piano provinciale della mobilità che sarà messo a disposizione per poter promuovere insieme una strategia complessiva volta alla soluzione del problema. Da vedere, poi, Se le parole verranno tramutate in fatti.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonio Scalia, assessore alla ViabilitÓ del Comune etneo
Antonio Scalia, assessore alla ViabilitÓ del Comune etneo


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