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Quotidiano di Sicilia

Emergenza dalle province per la piaga del sommerso
di Michele Giuliano

Da Ragusa a Siracusa sino a Caltanissetta, il grido d’allarme è lo stesso. Quasi il 31% della forza lavoro è irregolare

Tags: Lavoro, Lavoro Nero, Rosario Di Prima, Salvatore Alfò, Natale Motta



L’effetto del lavoro nero è tangibile un po’ ovunque in Sicilia. Figurarsi in quei territori dell’entroterra dove l’economia prevalente si basa proprio su questa piaga. Il nostro viaggio parte da Caltanissetta dove la situazione è fotografata in maniera abbastanza eloquente: “Sfruttamento, schiavizzazione, sotto salario e lavoro nero – afferma il segretario della Flai Cgil di Caltanissetta, Rosario Di Prima – stanno riaffermandosi nel triangolo del nisseno di Gela, Niscemi e Butera, dove si producono carciofi e altri ortaggi. Caporali, faccendieri, criminalità organizzata stanno tentando di ricomporre un cartello che trova nello sfruttamento di donne e uomini una redditizia attività economica”.

La Camera del lavoro di Siracusa fa due conti che non tornano: “I braccianti agricoli iscritti negli elenchi anagrafici sono complessivamente 13 mila 495 – dicono in una nota Salvatore Alfò e Natale Motta della Flai - di cui, mille 643 pari al 12,17 per cento di i lavoratori immigrati regolari residenti in provincia. Il dato allarmante è rappresentato dal fatto che 4 mila 158 lavoratori agricoli, di cui 3 mila 156 italiani e mille e 2 lavoratori stranieri immigrati, pari al 30,81 per cento dell’intera forza lavoro, pur essendo presenti negli elenchi anagrafici dell’Inps per tutti i mesi dell’anno, risultano avere svolto meno di 100 giornate di lavoro, cioè meno di 9 giorni al mese di media”.

Innovativa invece la trovata di Confagricoltura a Ragusa: “Nell’azione di contrasto al fenomeno del lavoro nero nel comparto agricolo – racconta il segretario Sandro Gambuzza – abbiamo assunto l’iniziativa di bandire chi alimenta lo sfruttamento anche degli immigrati, è un segnale importante per il futuro”.

Articolo pubblicato il 18 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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