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Controlli diversificati per un’economia legale
di Valerio Martorana

Forum con Vincenzo Raffo, comandante provinciale Gdf di Agrigento

Tags: Agrigento, Guardia Di Finanza, Vincenzo Raffo



Come giudica l'attività svolta nel 2009 e quella dei primi mesi del 2010?
“ I risultati operativi conseguiti dalla Guardia di Finanza in tutta la provincia di Agrigento, ritengo siano lunsighieri e gratificanti per tutti i militari che vi hanno contribuito. Nell'anno 2009 la GdF ha svolto molteplici attività nei settori prettamente istituzionali, con particolare riguardo alla tutela della finanza pubblica (bilancio dell'Unione Europea, dello Stato e degli Enti locali) e a tutela dell'economia (nei settori del mercato dei capitali e dei servizi), alla lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso, comprendente la ricerca dei beni di provenienza illecita o frutto di riciclaggio, al contrasto dei reati contro la Pubblica Amministrazione, ai reati connessi alle attività di polizia ambientale e polizia marittima, al controllo della spesa sanitaria e di quella  pubblica, al contrasto alla contraffazione e alla pirateria audiovisiva ed informatica, ai reati societari, al gioco d'azzardo, all'immigrazione clandestina e alla tutela della salute pubblica. Identica attività sta proseguendo nel 2010”.

Quali sono i reati che caratterizzano maggiormente il territorio agrigentino?
“In base all'esperienza scaturente dall'attività eseguite dal Corpo, tra i reati comuni più diffusi vi figura lo spaccio di sostanze stupefacenti. In tale ambito, il continuo controllo del territorio e le indagini posto in essere hanno permesso di assestare dei duri colpi alla criminalità organizzata dedita al traffico di sostanze stupefacenti (oltre 4,6 Kg di sostanze stupefacenti sequestrate). In secondo ordine, possiamo citare i reati connessi all'evasione fiscale, le frodi all'Iva, le frodi al bilancio nazionale e comunitario. Nel corso dell'anno 2009 e nei primi mesi del 2010, con l'esecuzione di 614 interventi, tra verifiche e controlli fiscali, è stato possibile segnalare una base imponibile di oltre 132,8 milioni di euro ai fini delle Imposte dirette (Irpef), nonché 16,9 milioni di euro di Iva e più di 5 milioni di euro di Irap evasa ed altre imposte dirette. Detti obiettivi sono stati raggiunti anche attraverso la lotta alla cosiddetta “economia sommersa” che ha consentito di individuare 80 evasori, di cui 65 completamente sconosciuti al fisco, nonché la scoperta di 105 lavoratori in nero o irregolarmente assunti, nonché la denuncia di 60 persone per reati fiscali tra amministratori di società e titolari di ditte individuali. Un altro aspetto, cui non è possibile dare un ordine di classifica tra i reati più diffusi, è la lotta alla mafia. Nel 2009 abbiamo sequestrato beni mobili ed immobili alla mafia consistenti in n.23 azienda, 62 automezzi e beni immobili per un valore complessivo di 36,4 milioni di euro a due famiglie mafiose di spicco della Provincia di Agrigento.
Nel sottocomparto della lotta al riciclaggio di denaro sporco, sono stati eseguiti 31 interventi su operazioni sospette meritevoli di approfondimento, concernenti le limitazioni di pagamento di cui alla Legge 197/1991 e 5 ispezioni antiriciclaggio che hanno portato alla verbalizzazione di 15 soggetti e la denuncia a piede libero di 3 persone per riciclaggio accertato”.

Di quanti uomini disponete? Questo numero riesce a garantire un'adeguata copertura del territorio?
“Il comando dispone di circa 300 uomini suddivisi in 6 reparti territoriali ed un Nucleo di polizia tributaria. I reparti territoriali hanno sede in Agrigento, Sciacca, Canicattì, Licata, Porto Empedocle e Lampedusa. La forza organica è adeguata per garantire la copertura del territorio".

Cosa state facendo per contrastare l'evasione fiscale?
“Il massimo sforzo. Esso è strettamente correlato sia al continuo studio ed aggiornamento delle tecniche di intervento (con la necessaria preparazione professionale che ne deriva), che all'attività di intelligence per riuscire ad individuare le “zone d'ombra” a maggior rischio di pericolosità sociale ed economica”.

Come procede il processo di informatizzazione della vostra attività?
“Il processo innovativo nel campo dell'informatica è da tempo avviato a livello nazionale e costituisce uno degli aspetti innovativi estremamente importanti per lo sviluppo dell'intera attività sia tributaria sia extratributaria sia contraddistingue il Corpo. La gerarchia, tra l'altro, è molto sensibile alla ricerca innovativa anche dal punto di vista tecnologico e, ritengo, che gli strumenti, peraltro già da tempo a disposizione, siano più che soddisfacenti”.
 

 
Verifiche sugli indici di capacità dei contribuenti con la segnalazione di 230 casi all’Autorità giudiziaria
 
Qual è l'obiettivo della Guardia di Finanza agrigentina per i prossimi mesi?
“La Gdf annualmente si pone diversi obiettivi. L'attività preminente svolta è chiaramente quella proiettata nel settore tributario in base alla consueta programmazione annuale, in armonia alle specifiche strategie operative emanate dal Governo nazionale, con particolare attenzione al contrasto del fenomeno relativo al sommerso d'azienda (evasori totali) ed a quello da lavoro (lavoratori in nero). La novità più rilevante rispetto ai precedenti anni, riguarderà l'intensificazione dei c.d. “controlli sugli indici di capacità contributiva”, ovvero controlli mirati nei confronti di soggetti che manifestano evidente ricchezza in termini di possesso di autovetture di grossa cilindrata, imbarcazioni da diporto di notevole valore, cavalli da corsa ecc., finalizzati alla ricostruzione dell'effettivo reddito accumulato (laddove non congruo con il reddito dichiarato) e, in alcuni casi, laddove accertato che trattasi di prestanome, risalire ai reali titolari dei beni. Al riguardo, sono state già inoltrate ben 230 segnalazioni per i successivi sviluppi sostanziali ed operativi. Inoltre, è stata intensificata l'azione di verifica nei confronti di soggetti sospettati di appartenere alla criminalità organizzata di stampo mafioso, nonché a soggetti nei cui confronti è stata emanata una sentenza di condanna, anche non definitiva, per il reato di cui all'art.416 bis del c.p. (associazione mafiosa). L'attività del Corpo, quindi, sarà orientata, parallelamente, anche al di là della semplice tutela degli interessi erariali dello Stato, mantenendo costantemente alta la lotta alla mafia e tutte le attività operative anche a tutela dei cittadini per fronteggiare i fenomeni più macroscopici di criminalità comune organizzata”.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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