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Quotidiano di Sicilia

Un riordino atteso da almeno dieci anni
di Lucia Russo

Istituito il Fondo pensioni Sicilia, mantenendo due calcoli diversi. Due le leggi regionali: la n. 2/1962 e la n. 21/1986

Tags: Casta, Privilegi, Regione Siciliana, Pensionati, Dirigenti



Da almeno dieci anni si attende il riordino del sistema pensionistico, ne parlava già la stessa legge 10 del 15 maggio del 2000, ma ancora il legislatore non è intervenuto in materia.
Per la verità le occasioni non sono mancate. L’ultima quella dell’istituzione del Fondo Pensioni Sicilia (con l’art. 15 della L.R. 6/2009). In sede di regolamento di organizzazione dello stesso Fondo Pensioni si affronta il problema dei due diversi metodi di calcolo che comportano la complicazione di due separate gestioni: 1) la prima gestione, inerente le pensioni calcolate con il sistema previsto dalla legge regionale n. 2/1962 e successive modifiche ed integrazioni (c.d. sistema regionale), che continua “ad esaurimento”; 2) la seconda gestione, riguardante le pensioni calcolate con il sistema previsto dal comma 1 dell’articolo 10 della legge regionale n. 21/86 (c.d. sistema statale).

Il riferimento per il calcolo della pensione secondo la legge n. 2/1962 è fino al 100 per cento dell’ultima retribuzione percepita. La seconda gestione fa invece riferimento alla legge regionale n. 21 del 9 maggio del 1986 che all’articolo 10 ha stabilito che, dalla data di entrata in vigore della stessa legge, la pensione va calcolata secondo le norme relative agli impiegati civili dello Stato (che con la riforma Dini l 335/95 è il sistema contributivo). Specifica, nello stesso art. 10 (come modificato con l.r. 46/95 e poi con l.r. 31/96), che il personale già in servizio o già in quiescenza alla data di entrata in vigore della stessa legge è escluso e dunque per questo continua il parametro di calcolo ad essere l’ultima retribuzione.

A queste leggi si aggiungono tante che istituendo enti regionali hanno sempre contenuto la norma di mantenimento del trattamento giuridico ed economico del personale della Regione, vedi la legge regionale n. 19 del 22 dicembre 2005 istitutiva dell’Arra, Agenzia regionale rifiuti ed acque, grazie alla quale Felice Crosta in qualità di ex direttore ha avuto riconosciuta una pensione stratosferica. Sì perchè Felice Crosta ha lavorato per 45 anni alla Regione ed è andato in pensione con uno stipendio di direttore generale.

Articolo pubblicato il 23 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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