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Quotidiano di Sicilia

Il vino siciliano come attrattiva turistica
di Marina Pupella

Il programma della Regione siciliana e dell’istituto della Vite e del Vino per la 44ª edizione del Vinitaly di Verona. Saranno 260 le aziende dell’Isola che parteciperanno al salone del vino più grande del mondo

Tags: Istituto Vite E Vino, Vinitaly, Titti Bufardeci, Dario Cartabellotta, Nino Strano



PALERMO - “La Sicilia è diventata negli ultimi anni una grande protagonista nel settore vitivinicolo e la vetrina del Vinitaly deve rappresentare un ulteriore rilancio. Ci presentiamo all’importante evento con una peculiarità, quella di essere un territorio pressoché unico nell’unire insieme alle bellezze della terra dal punto di visto storico ed architettonico, quelle dei prodotti della natura”.

Così l’assessore regionale alle Risorse agricole, Titti Bufardeci,  ha illustrato ieri a villa Malfitano il programma della Regione siciliana e dell’istituto della Vite e del Vino della 44ª edizione del Vinitaly di Verona che partirà il prossimo 8 aprile.
Saranno duecentosessanta le aziende dell’Isola che parteciperanno al salone del vino più grande del mondo, guidate dalla regia della Regione siciliana in un percorso di promozione dei prodotti e di scambi commerciali con i diversi buyers. Tutto questo in un momento di grande difficoltà del settore, che ha subito una contrazione del 30 per cento rispetto al triennio precedente, e per il quale la Regione siciliana “si sta muovendo attraverso una moratoria ed una sospensione dei pagamenti”, ha aggiunto Bufardeci.

Quest’anno secondo le linee guida dettate dalla cabina di regia regionale per gli interventi della comunicazione e promozione, l’Istituto vite e vino ha deciso di studiare una nuova strategia di partecipazione al Vinitaly la quale prevede che le aziende vinicole interessate a prendere parte alla kermesse internazionale, debbano impiegare risorse proprie. “Nonostante la crisi abbia colpito il settore in modo pesante – riferisce Dario Cartabellotta, direttore dell’Irvv – abbiamo notato un’adesione quasi corale che non ci aspettavamo. Al punto che le richieste sono andate ben oltre ed abbiamo addirittura dovuto mettere un tetto in base agli spazi espositivi. Forse proprio a causa della crisi – ha aggiunto – le aziende siciliane hanno capito che è necessario un rilancio in termini di sviluppo”.

Nella città di Romeo e Giulietta “preverrà più che la bottiglia, l’identità del territorio”, parola di Dino Agueci, presidente dell’Irvv, perché “la presenza delle aziende sarà sotto particolari cappelli che indicheranno, dal punto di vista geografico e fotografico, le zone di produzione”.

Saranno delineati dei percorsi che accompagneranno i visitatori nel cuore della cultura e del paesaggio dell’Isola; due grandi corridoi all’ingresso rispettivamente uno, per la Sicilia Occidentale, l’altro per quella Orientale dove sarà possibile degustare i prodotti tipici. “In estrema sintesi- conclude Agueci- quest’anno il nostro stand sarà percorso ragionato, un viaggio tra i vini di Sicilia, con il padiglione che diventa una rappresentazione concreta, una vera e propria mappa, delle aree ad alta vocazione vitivinicola”.

Eventi, seminari e convegni, saranno ospitati in un settore del padiglione Sicilia. I costi della partecipazione alla Kermesse di Verona ammontano a oltre 1 milione 200 mila euro, tutte somme messe a disposizione delle aziende. Al Vinitaly saranno presentati anche i percorsi di promozione turistica che legano il vino siciliano alla fruizione del territorio.

Sarà presentato “Il circuito di Bacco-Il Mito nei luoghi del vino”, organizzato dall’assessorato regionale al Turismo, nell’ambito degli eventi del “Circuito del Mito”, insieme al Movimento turismo del vino e l’associazione Amici dello spettacolo. “L’enoturismo - ha detto l’assessore Nino Strano - oggi non è quindi più un comparto di nicchia, ma una risorsa trasversale e coniugabile con le altre forme di attrazione del turista, sia organizzato che individuale. Per questo intendiamo promuovere sempre più occasioni di contaminazione tra spettacolo, cultura ed enogastronomia”.
 


Serve il riconoscimento dello stato di crisi per l’agricoltura isolana
 
“Dobbiamo convincere il governo nazionale e l’Unione europea a concedere lo stato di crisi all’agricoltura siciliana”. Lo ha detto, a margine della conferenza di presentazione del Vinitaly 2010, che si e’ tenuta a Palermo, l’assessore regionale alle risorse agricole Titti Bufardeci. “In questi giorni riceviamo la visita dei commissari europei dell’agricoltura - ha spiegato Bufardeci - che visiteranno la nostra regione e potranno verificare quanto è stato realizzato con i fondi del Piano di sviluppo rurale. Ma sarà anche l’occasione per dimostrare concretamente la drammatica situazione della nostra agricoltura, con redditi che sono stati drasticamente ridotti dalla crisi dei mercati”.
Poi l’assessore ha parlato della difesa del Doc siciliano, fissandolo fra gli obiettivi dei vari dipartimenti. “Nel Vinitaly intendiamo rafforzare le peculiarità del territorio unico, con 17 zone per altrettante tipologie di vino, e con tante aziende che sono riconosciute in termini di marchio e di brand”.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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