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Un fallimento bipartisan per una svolta che non c’è
di Francesco Torre

La stesura del Put è da tempo un obiettivo del Comune di Catania. Tanti progetti che però restano soltanto sulla carta

Tags: Traffico, Parcheggi, Put, Enzo Bianco, Antonio Scalia



CATANIA - “Qui il traffico non sembra essere un problema, anche se spostarsi da una parte all’altra della città è diventata un’impresa eroica”. A parlare è Enzo Bianco, senatore ed ex sindaco di Catania, durante una conferenza stampa del novembre del 2009.

“Nonostante l’emergenza – ha proseguito Bianco – non è stato approntato dall’amministrazione comunale nessun piano, non è stata realizzata nessuna vera iniziativa per la soluzione di un problema che sta diventando ogni giorno più grave”.
Una denuncia grave e circostanziata, ma con un unico neo. Bianco è stato sindaco di Catania dal giugno 1993 al gennaio 2000. Ha avuto ben 7 anni di tempo per realizzare il Piano urbano del traffico, e non l’ha fatto. Se Catania oggi è allo sbando, la responsabilità è anche sua.

Detto questo, la redazione del Put è da tempo all’ordine del giorno dell’attuale amministrazione.
“Stiamo predisponendo tutte le parti di cui si compone il Piano – ha spiegato infatti al QdS l’assessore alla Viabilità del Comune etneo, Antonio Scalia – ponendo attenzione ai flussi veicolari, ai mezzi pubblici e alle zone di sosta”.
Riattivare i parcheggi scambiatori, diminuire il numero delle automobili in entrata dall’hinterland, potenziare i mezzi pubblici, ridare priorità ai pedoni. Tante le cose ancora da fare.

“Intanto bisogna trasformare l’Amt in Spa, mettendola in condizioni di agire autonomamente”, aggiunge a tal proposito il sindaco Stancanelli, “poi bisogna mettere a regime i quattro parcheggi scambiatori. A Catania il problema non è costituito tanto dagli automobilisti catanesi, ma dalle 60 mila macchine che ogni giorno entrano in città”.
Fondamentale, in questa chiave, la realizzazione del Brt, il Bus Rapid Transit. Questo a parole, certo. Nei fatti, solo la nomina di un “esperto del sindaco in materia di mobilità” nell’ottobre scorso.
Un po’ poco.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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