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Casa dolce casa... passando per il mutuo
di Elisa Latella

Un finanziamento che in Sicilia negli ultimi tempi molti hanno avuto difficoltà a rimborsare. Una guida alla sua scelta. La rata dipende dal piano di ammortamento prescelto: fissa, costante e in relazione al tasso d’interesse

Tags: Mutuo, Casa



PALERMO - Continua il nostro viaggio tra consumatori e mondo del credito, questa volta attraverso l’analisi di uno strumento, il mutuo, che è stato al centro delle polemiche della crisi mondiale del 2008 (parliamo dei mutui subprime), ma che è anche - da sempre - la chiave di realizzazione di un acquisto - la casa - che per molti merita l’investimento  di gran parte dei risparmi della propria vita lavorativa.

Il mutuo è un finanziamento che in Sicilia molti negli ultimi tempi hanno avuto difficoltà a rimborsare. Risale a poche settimane fa la richiesta della Cisl Sicilia al governo regionale di un tavolo di confronto sui temi del credito, contenuta in una nota a firma  del segretario Maurizio Bernava e di Daniela De Luca, componente della segreteria regionale. La Cisl denuncia che “in Sicilia le persone povere sono 1.661.134 e rappresentano il 33% della popolazione regionale”.

Da qui, scrive “l’urgenza di una stagione straordinaria di confronto e impegno”, anche perché l’accordo per la sospensione delle rate di mutuo tra Abi e associazioni dei consumatori - la novità dei mutui del 2010 - prevede condizioni onerose che riguardano “spesso la sola quota capitale” e che il debitore, “deve ripagare insieme alle rate correnti, al termine del beneficio”. Che vuol dire? Andiamo con ordine. Il mutuo è in genere utilizzato per acquisto o ristrutturazione di una casa (anche se esistono pure il mutuo consolidamento, per riunire prestiti precedenti, ed il mutuo liquidità, per avere disponibilità economica). La banca trasferisce una certa quantità di denaro al richiedente che, da parte sua, è tenuto alla restituzione dell’importo concesso (capitale erogato) e al pagamento di interessi. L’adempimento avviene in modo graduale nel tempo (durata del mutuo), attraverso versamenti periodici (le rate). A favore della banca viene costituita una garanzia sul bene (nel caso di acquisto di una casa l’ipoteca).

Al pagamento degli interessi possono aggiungersi ulteriori costi connessi con l’acquisto del bene immobile (istruttoria della pratica, perizia sul bene, premi assicurativi, costi notarili, per esempio), sintetizzati nell’Isc - un indice che gli intermediari devono obbligatoriamente rendere noto al cliente prima della sottoscrizione del contratto - offre una sintetica misura del costo complessivo del finanziamento.

In linea generale, i mutui si distinguono in base alla tipologia di tasso di interesse prescelto. Se fisso, il tasso di interesse rimane costante durante tutta la durata del mutuo; se variabile, invece, il tasso può mutare nel tempo, in aumento ma anche in diminuzione, rispetto a quello di partenza in funzione dell’andamento di un determinato parametro scelto dalla banca (tasso Euribor). La rata del mutuo, invece dipende dal piano di ammortamento prescelto: esistono rate fisse con tassi variabili, rate costanti, ma anche crescenti o decrescenti, con tasso fisso.

Occorre prestare attenzione all’importo del finanziamento, alla durata del contratto e  alla tipologia di tasso per scegliere il mutuo migliore e confacente alle proprie esigenze. Il settore è stato toccato negli ultimi anni da importanti novità ( a questo proposito Banca d’Italia ha pubblicato una vera e propria guida sul mutuo mettendo in evidenza gli obblighi in materia di trasparenza, disponibile sul sito www.bancaditalia.it). Recenti provvedimenti legislativi (decreto “Bersani” n. 7/2007, convertito nella legge n. 40/2007) hanno reso più agevole il rimborso anticipato del mutuo; le penali finora applicate dalle banche sono state eliminate per i nuovi mutui e ridotte per quelli già in essere all’entrata in vigore del decreto (2 febbraio 2007).
 

 
Anni 2009-2010, una ventata di novità
 
Un vento di novità ha percorso il settore mutui negli ultimi diciotto mesi. Il decreto legge n. 185 del 2008, convertito nella legge n. 2/2009, nell’ambito delle misure finanziarie a sostegno delle famiglie ha introdotto alcune novità sul mutuo bancario a tasso variabile; le disposizioni si applicano ai mutui finalizzati all’acquisto dell’abitazione principale in essere al 31 ottobre 2008 e a quelli stipulati a partire dal 1° gennaio 2009. Con riferimento ai mutui immobiliari stipulati fino al 31 ottobre 2008 “a tasso non fisso”, è stato previsto che l’importo delle rate da corrispondere nel corso del 2009 è calcolato applicando un tasso non superiore al 4 per cento, a meno che nel contratto di mutuo non si fosse stabilito un tasso maggiore. A partire dal 1° gennaio 2009 le banche e gli altri intermediari finanziari devono assicurare al cliente la possibilità di stipulare mutui a tasso variabile indicizzato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale della Banca Centrale Europea. Ciascun intermediario dovrà assicurare che il tasso complessivamente applicato a tale tipologia di mutuo sia “in linea” a quello offerto con le altre forme di mutuo a tasso variabile e dovrà dare adeguata pubblicità e trasparenza a tale tipologia di prodotto. Si prevede la predisposizione di un documento contenente informazioni generali sulle diverse tipologie di mutui offerti, il quale elenchi tutti i prodotti di mutuo offerti, indichi in modo chiaro le caratteristiche e i rischi tipici delle operazioni di mutuo con modalità tali da agevolare per la clientela la comprensione delle principali differenze tra i diversi prodotti.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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