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Autonomia mortificata da scomparsa Alta Corte
di Lucia Russo

Il governatore fa un appello al presidente della Repubblica. Cimino: “Rapporti finanziari Stato-Regione mai chiariti”

Tags: Corte Costituzionale, Autonomia, Statuto Regionale, Alta Corte, Michele Cimino, Raffaele Lombardo



“È evidente come, in questo modo - ha affermato il presidente Lombardo commentando le sentenze - la Regione non potrà ottenere le risorse che le sarebbero spettate secondo un lettura lineare del suo statuto. Somme superiori ad un miliardo di euro, indispensabili per fare fronte agli oneri finanziari che deriveranno dal trasferimento alla Regione di nuove, ampie competenze amministrative, in attuazione del disegno federalista costituzionalizzato dallo Statuto siciliano e dalla riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione approvata nel 2001. Ciò che sorprende, nella decisione della Corte, è la sottovalutazione della norma di attuazione dello statuto secondo cui ‘nelle entrate spettanti alla Regione sono comprese anche quelle relative a tributi maturati nell’ambito regionale che affluiscono, per esigenze amministrative, ad uffici finanziari situati fuori del territorio della Regione’. La sentenza supera la precedente giurisprudenza costituzionale che ha sempre affermato il criterio del luogo della manifestazione della capacità contributiva del soggetto passivo d’imposta (sentenze nn. 306/2004 e 138/1999)”.

Nell’intervento del presidente un appello: “Mi rivolgo all’autorevolezza morale e istituzionale del nostro Presidente della Repubblica, affinchè, nel suo ruolo di rappresentante e di garante dell’unità nazionale, possa richiamare tutti i soggetti investiti di responsabilità pubbliche a considerare con animo più equanime i problemi del nostro Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia, affinchè si eviti il rischio, che vedo grandissimo, della disgregazione del Paese e di una conflittualità sociale ingovernabile”.
“Un ulteriore gravissimo danno per il popolo siciliano” così il vicepresidente della Regione siciliana con delega all’Economia, Michele Cimino, definisce le due sentenze.

“La mortificazione dell’Autonomia siciliana - continua Cimino - inizia con la scomparsa dell’Alta Corte, prevista dallo Statuto siciliano, ma mai attuata. In questo momento, pertanto, constatiamo che le questioni di costituzionalità riguardanti l’applicazione statutaria vengono ripetutamente affrontate e decise nella prospettiva di una costante mortificazione dello stesso Statuto. Viene spontaneo domandarsi: dove sono i tributi prodotti in Sicilia e consegnati ai territori presso i quali hanno sede legale le società che li producono? è impensabile che a più di 60 anni dall’entrata in vigore dello Statuto, ancora non si riesca a fare giustizia e chiarezza sui rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione siciliana”.

Articolo pubblicato il 02 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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