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Vittoria della Lega fallimento siciliano
di Carlo Alberto Tregua

Autonomia premiata dagli elettori

Tags: Lega, Autonomia, Elezioni



Abbiamo tardato qualche giorno a commentare i risultati delle elezioni regionali che hanno coinvolto 13 regioni su 20, per uscire dal groviglio ininterrotto e quasi inutile dei commenti durante e alla fine dello spoglio e per cercare di capire il senso dei risultati.
I dati parlano in modo chiaro:la Lega è diventato il primo partito autonomista d’Italia, ma anche il primo partito in Veneto e in decine di Province e Comuni, nonché ha conquistato suffragi a due cifre nelle tradizionali regioni rosse. Luca Zaia, ministro per le Politiche agricole, è da qualche giorno nuovo presidente (governatore è un brutto americanismo) della Regione Veneto. Ha subito dichiarato:“Da oggi  siamo padroni a casa nostra. In cento giorni modificheremo lo Statuto del Veneto in senso autonomista e federalista”. Bravo. Questa dichiarazione ci fa mordere le mani come siciliani, perché, pur essendo proprietari di uno Statuto autonomistico, legge di rango costituzionale, da 64 anni, siamo rimasti soggiogati al potere centrale e schiavi in casa nostra.

L’altro dato, chiarissimo, emerso dalle elezioni, è l’otto per cento di astensione in più rispetto alle Regionali del 2005. Solo due cittadini su tre sono andati a votare. Un brutto segnale dello schifo che la gente comune ha nei confronti di un ceto politico inconcludente, al servizio delle corporazioni, che agisce contro gli interessi degli italiani.
Dobbiamo augurarci che Governo e maggioranza nazionali, in questi tre anni, recuperino il tempo perduto e facciano quelle riforme che ribaltino la situazione a vantaggio dei cittadini. Perché ciò accada, la controprova evidente è che le riforme colpiscano senza indugio gli interessi delle tante corporazioni che soffocano l’economia italiana.
La prima riforma è quella che ripristini una concorrenza seria e vera in modo che tutti i soggetti, pubblici o privati che agiscono sul mercato, siano messi sullo stesso piano e vincano perché più competitivi, non perché appartengono a questo o a quel potere. Non è facile, ma si deve fare, perché non è più pensabile il procrastinarsi del sottosviluppo concentrato al Sud.
 
In Sicilia, i tentativi di affermare i principi autonomistici sono sistematicamente tranciati dalla Corte costituzionale, che con le ultime due sentenze, n. 115 e n. 116 del 25/3/2010, ha umiliato i principi enunciati e confermati nello Statuto siciliano, come scrivevamo ieri.
In Sicilia è ancor più necessario stabilire un clima di competizione in cui la vera concorrenza faccia emergere i talenti, cioè quelle risorse naturali che devono restare qui e non andarsene in giro per il mondo. è indispensabile che la Regione, nel fare urgenti riforme, tenga conto che non vanno sovvenzionate attività clientelari con contributi a pioggia, dispersivi, di nessuna utilità, che servono solo a raggranellare qualche voto. Serve, invece, un progetto di alto profilo, che miri a utilizzare al massimo i tesori preziosi che ci sono in quest’Isola, tutti messi in vetrina con la veste migliore, in modo da attrarre investitori e turisti stranieri. Il tempo è tiranno, continuare a cincischiare è criminale. Occorre agire subito per tutelare le prerogative dello Statuto con riguardo alle entrate e spendere in investimenti la massima parte delle uscite.

La Lega ha vinto, dunque. Essa ha avviato, in appena 20 anni, un processo analogo a quello del Partito Catalano. Ha cominciato nel 1989, bene operando, e cioè facendo funzionare gli autobus, le scuole, i servizi locali. Ha così attirato il consenso dei cittadini, i quali volentieri premiano chi fa funzionare la pubblica amministrazione. Inoltre la Lega ha un peso preponderante all’interno della coalizione di Governo, peso che utilizza tutto per attrarre risorse in modo sproporzionato a quelle disponibili, verso i propri territori.
Ecco perché è indispensabile e urgente la costituzione del Partito del Sud che bilanci lo strapotere della Lega. Auspichiamo che Mpa, Pdl Sicilia e Pd vadano verso la pronta costituzione dello stesso, con la missione di radicarsi nelle otto regioni del Sud, per raccogliere gli aneliti autonomisti che sono presenti con decine di movimenti. Tardare ancora su questa linea, che dev’essere supportata da un Quotidiano del Sud, è un comportamento da perdenti.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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