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Quotidiano di Sicilia

Migliorati i parcheggi spazio agli investimenti
di Luca Insalaco

Forum con Giacomo Terranova, amministratore delegato Gesap Palermo

Tags: Giacomo Terranova, Gesap



PALERMO - Come si è chiuso l’esercizio 2009 e quanti dipendenti conta Gesap?
“L’aeroporto è in condizioni di efficienza. Il bilancio 2009 si è chiuso con una piccola perdita di 400 mila euro, su un bilancio di circa 60 milioni di euro. Abbiamo scontato le note vicende Alitalia e i disallineamenti tariffari rispetto agli altri scali. Il problema sarà risolto grazie al nuovo accordo di programma che permetterà di avere tariffe uniformi in tutti gli scali. Questo ci permetterà di invertire il trend già dalla seconda metà dell’anno e di fare ricavi dal 2011, l’anno della svolta. La società ha 300 dipendenti”.

Avete intavolato delle trattative per portare nuove compagnie a Punta Raisi?
“Incentivare e attrarre i vettori non dovrebbe rientrare tra le competenze delle società che gestiscono gli aeroporti. Quello che accade a Trapani, diventato lo scalo principale di Ryanair, ci dimostra il contrario.
Mi chiedo, tuttavia, cosa ne sarà dell’aeroporto trapanese e di chi adesso vi lavora, quando gli incentivi finiranno e la compagnia deciderà di migrare altrove, attratta da altre offerte. Piuttosto dovrebbe essere la Regione, in un piano generale di sviluppo del turismo, a mettere a disposizione di tutti i gestori le risorse per portare avanti azioni di co-marketing.
Un’indagine conoscitiva realizzata dalla commissione Trasporti della Camera dei deputati, di cui faccio parte, dimostra incontrovertibilmente che la Sicilia è, dopo i sistemi aeroportuali romano e lombardo, l’area che si avvia alla maggior crescita aeroportuale e quindi a maggior incremento di passeggeri. Questo perché altrove - penso a Venezia - gli aeroporti più grandi pagano la concorrenza di altri scali vicini e perché i siciliani non hanno alternative al mezzo aereo per muoversi. C’è più domanda di traffico aereo, insomma, e superato il periodo crisi ci sarà una ripresa anche in questo settore. Ma, lo ripeto, bisogna avere una visione d’insieme del territorio. Con un investimento nel settore, sono sicuro che avremmo un effetto moltiplicatore delle risorse”.

Come valuta l’ipotesi di realizzare nuovi aeroporti nell’Isola, per esempio ad Agrigento e Messina?
“Nel resto del Paese la tendenza è a non costruirne di nuovi, visti gli elevati costi, non tanto di costruzione ma di gestione. Un aeroporto che abbia un flusso di passeggeri inferiore a 1,5 milioni è da considerarsi in perdita. Va comunque considerata la peculiarità del territorio siciliano, che sconta una drammatica carenza di infrastrutture e presenta porzioni di territorio scoperte.
In quest’ottica, considerando una chimera che la nostra regione possa avere una Palermo-Agrigento ed una linea ferroviaria altrettanto veloce e sicura, ecco che lo scalo ad Agrigento potrebbe risultare utile a chi abita in quell’area. Detto questo, ci si deve porre un problema di razionalizzazione di strutture del territorio. La modernità di un paese, si misura dalla politica che mette in atto nel settore dei trasporti. La Regione deve fare una seria programmazione in tal senso e non lasciare che siano i vari assessori di turno a far accedere i riflettori su un territorio in ragione di logiche campanilistiche e quindi per accontentare il loro elettorato”.

Le strutture sono sufficienti per l’utenza e quali sono i progetti di ampliamento?
“Lo scalo può accogliere un flusso di 10 milioni di viaggiatori. È interessato da investimenti per circa 500 milioni di euro nei 40 anni della concessione, ma con una concentrazione soprattutto nei prossimi cinque anni. Tra le altre cose, è prevista la realizzazione di un parcheggio multipiano da 3000 posti auto (costo 35 milioni di euro), la realizzazione di una nuova sede per gli uffici oltre al restyling del terminal”.

Parliamo dei parcheggi e dei disagi lamentati da alcuni viaggiatori.
“I palermitani devono capire innanzitutto che il parcheggio va pagato e che in aeroporto non valgono le regole della città. Detto questo, ci sono stati dei problemi con la segnaletica, che ora abbiamo risolto. Di posti auto ce ne sono e anche in abbondanza e, per quanto riguarda le tariffe, ho appurato che a Punta Raisi sono tra le meno care d’Italia”.
 

 
La società ha ottenuto tutte le concessioni e le certificazioni per attuare il contratto di programma

A giugno scadrà il suo mandato: che società lascia?
“Lascio una società che ha ottenuto tutte le concessioni e le certificazioni necessarie ed alla vigilia dell’entrata in vigore del contratto di programma, che segnerà l’inizio di una nuova era per la società. Mi sono insediato quando il sistema aeroportuale si avviava a mutare radicalmente: i nuovi regolamenti Enac per la gestione aeroportuali, introdotti nel novembre 2003, i processi di certificazione degli aeroporti, la gestione quarantennale dell’aeroporto in capo a Gesap, concessa nel novembre 2007. Nel tempo, è cambiata anche la platea degli azionisti, che oggi risulta così composta: la Provincia regionale di Palermo ha il 42%, il Comune di Palermo il 31%, la Camera di Commercio di Palermo ha il 21%, il Comune di Cinisi il 3,5% e poi via via tutti gli altri soci privati. La vera governance è nelle mani dei soci pubblici, che detengono il 98%. Con il cambio dei vertici societari, in scadenza il 30 giugno, muterà anche la composizione del Cda, che già oggi è comunque ristretto. Stiamo inoltre procedendo alla vendita del 51% della società partecipata, GH Palermo, visto che i gestori aeroportuali è bene che siano solo titolari del rapporto di concessione e della convezione con Enac, lasciando che le società che si occupano dei servizi a terra restino terze. L’acquirente del pacchetto azionario dovrà essere un soggetto altamente qualificato dal punto di vista professionale. Chi verrà dopo di me, insomma, potrà limitarsi a gestire l’esistente”.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giacomo Terranova, amministratore delegato Gesap Palermo
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