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Quotidiano di Sicilia

Sanità: con l’equilibrio economico le finanze integrative dal Ssn
di Maria Francesca Fisichella

In caso di squilibrio di bilancio dal 5% in su, le Regioni devono attuare misure opportune. Strumenti di valutazione e monitoraggio approvati dalla Conferenza Stato-Regioni

Tags: Sanità, Ssn



PALERMO - Il nuovo Patto per la Salute 2010-2012 affida alle regioni, dunque anche alla Sicilia, il compito di assicurare l’equilibrio economico finanziario della gestione sanitaria, in condizioni di efficienza e appropriatezza. Ovvero, servizi di qualità ma a braccio con il contenimento della spesa sanitaria.
Questo lo si evince tanto dall’articolo 4 sugli “Adempimenti per l’accesso al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale” quanto dall’articolo 5 sulla “Rimodulazione tariffaria e partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie”. 

Ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del Ssn, fermo restando la necessità di garantire il coordinamento della funzione di governo della spesa, dovranno attuarsi, quali garanzie,oltre gli adempimenti regionali, gli adempimenti scaturiti da accordi e intese fra Stato, Regioni e province autonome di Trento e Bolzano, compresi quelli riguardanti la garanzia dell’equilibrio economico-finanziario e della verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e dal Tavolo di verifica degli adempimenti secondo l’Intesa Stato Regioni del 23 marzo 2005 (artt. 9 e 12); inoltre, Regioni e province autonome si impegneranno ad inviare annualmente un’analisi che riassuma le prestazioni aggiuntive con l’indicazione della fonte di finanziamento, non a carico del Ssn, il tutto sottoscritto dal dirigente responsabile del procedimento.

Dal canto suo, la Struttura tecnica di monitoraggio, prevista dall’art. 3 dell’intesa, si occuperà dell’aggiornamento degli strumenti di valutazione e monitoraggio da sottoporre all’approvazione della Conferenza Stato Regioni, per semplificare gli attuali adempimenti ed individuare un set di indicatori per aree prioritarie di particolare importanza riguardo all’attuazione di Lea.

Ribadendo, ancora una volta, il compito affidato alle regioni, ossia l’equilibrio economico finanziario, nel caso in cui si presenti uno squilibrio di bilancio del settore sanitario pari o superiore al 5 per cento, le stesse dovranno impegnarsi ad attivare per un importo pari ad almeno il 20 per cento dello squilibrio stimato, ulteriori misure in materia di regressione tariffaria, come l’abbattimento per le attività di riabilitazione ospedaliera effettuate dalle strutture private accreditate della soglia di degenza da 60 a 45 giorni al fine dell’applicazione della riduzione tariffaria giornaliera del 40 per cento; ed ancora, misure per garantire l’equilibrio economico-finanziario della specifica gestione dell’attività libero-professionale intramuraria anche attraverso l’eventuale incremento delle tariffe delle prestazioni rese. Gli esiti di tali misure sono, poi, comunicati alla Struttura di monitoraggio.

Di “Razionalizzazione della rete ospedaliera e incremento dell’appropriatezza nel ricorso ai ricoveri ospedalieri” si parla invece nell’art. 6. Si percepisce già attraverso il termine “razionalizzazione” il filo conduttore del Patto, cioè il rigore nella gestione de servizi.
Le Regioni e le Province autonome dovranno impegnarsi ad adottare provvedimenti di riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale, non superiore a 4 posti letto per mille abitanti al fine di promuovere il passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all’assistenza in regime ambulatoriale e a favorire l’assistenza residenziale e domiciliare.
 


Entro il 31 dicembre 2010 lo standard dei posti letto
 
Allo standard dei posti letto, le Regioni sottoposte ai piani di rientro dovranno provvedere entro il 31/12/ 2010 e le altre regioni entro il 30/6/ 2011. Inoltre, è da sottolineare che, rispetto a tali standard è accettabile una contenuta variazione che tenga conto delle condizioni demografiche relative al peso della popolazione ultra 75enne. In previsione, poi, dell’adozione del provvedimento di revisione straordinaria del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri di definizione dei livelli essenziali di assistenza (secondo quanto previsto dal punto 2.4 del Patto per la salute del 28 settembre 2006) si e ritenuto opportuno che la lista dei 43 Drg ad alto rischio di inappropriatezza, venisse integrata dalle Regioni e dalle Province autonome in base alla lista contenuta negli elenchi A e B allegati all’intesa in analisi. Le Regioni e le province autonome assicurano l’erogazione delle prestazioni già rese in regime di ricovero ordinario, in regime di ricovero diurno ovvero in regime ambulatoriale. In quest’ultimo caso si provvederà a definire per le singole prestazioni o per pacchetti di prestazioni, in via provvisoria, adeguati importi tariffari che pesino meno sul Ssn.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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