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Palermo - Economia, una lentissima ripresa e nell’edilizia crolla l’occupazione
di Luca Insalaco

I dati della Camera di Commercio e dell’Istituto Tagliacarne tracciano un quadro poco incoraggiante. Non resistono le imprese del mattone: portafoglio ordini ridotto del 56%

Tags: Palermo, Economia



PALERMO – I cortei che ogni giorno attraversano la città danno il polso della crisi occupazionale che attanaglia il territorio. I dati dell’Osservatorio economico della Provincia di Palermo – realizzato dalla Camera di Commercio, in collaborazione con l’Istituto Tagliacarne - dicono che il numero di imprese che per il 2010 prevede una riduzione della propria base occupazionale è ampiamente superiore rispetto a chi prevede di fare nuove assunzioni. Guardando da vicino i vari comparti, tuttavia, emerge una certa resistenza nel turismo, nel commercio, nel manifatturiero e nei servizi in genere. Settori nei quali le imprese tendono a mantenere stabile l’occupazione interna, anche in considerazione dei costi che dovrebbero affrontare, una volta superata la crisi, per formare ex novo nuovo personale.

Minore è invece la resistenza delle imprese edili, in cui la percentuale di aziende partecipanti all’indagine che hanno ridotto la propria occupazione nel 2009 è pari al 46% circa, e sarà seguita da un 22% di riduzioni nel corso del 2010. Nell’edilizia, infatti, è maggiormente diffuso l’utilizzo di manodopera occasionale, a basso livello di qualifica professionale (quindi facile da sostituire) e che può rapidamente essere espulsa quando l’impresa non ha sufficienti livelli di commesse da espletare. In questo senso, le imprese di costruzione intervistate hanno subito, nel 56,5% dei casi, una riduzione del portafoglio ordini già nel 2009, e il 26,1% prevede di subirlo nel 2010.

Se, insomma, nel corso del 2010 si allevierà il declino occupazionale in atto (la percentuale di imprese che prevede una riduzione di organico, seppure consistente, è comunque inferiore a quella registrata l’anno precedente), per un primo riassorbimento della disoccupazione ed un ampliamento degli organici bisognerà aspettare almeno il 2011. Quali sono le strategie delle imprese per difendersi, nel breve periodo, dagli effetti più duri della crisi?
La maggior parte cerca di fare fronte al calo della domanda andando a cercare quelle nicchie di mercato che ancora resistono alla crisi e quindi i consumatori particolarmente esigenti, che godono di un potere di acquisto maggiore. Per questo motivo, una buona fetta di imprese, soprattutto nel turismo e nel manufatturiero, intende migliorare la qualità dei propri prodotti o servizi, orientandosi su segmenti di clientela ad alto valore aggiunto.
 

 
La tendenza. Eppure cresce il numero delle imprese
 
PALERMO – Nel 2009 le imprese palermitane iscritte alla Camera di Commercio sono aumentate di 728 unità, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Lo scorso anno, le nuove imprese iscritte sono state 3.152, a fronte della cessazione di 2.424 imprese cessate, per uno stock di imprese registrate alla Camera di Commercio che si è attestato a quota 53.431. Un dato, quello palermitano, in controtendenza con quello regionale, che lo scorso ha visto una diminuzione del numero delle imprese pari a -1,1%. Per quanto riguarda la forma giuridica, le società di capitale sono cresciute del 4,3%, mentre il tasso di crescita è negativo per le società di persone (-1%). In forte diminuzione il numero di imprese nei settori del commercio (856 nuove iscrizioni, 1.023 cessazioni, saldo negativo per 167 imprese), delle costruzioni (130 nuove iscrizioni, 219 cessazioni, saldo negativo per 89 imprese), e delle attività manifatturiere (81 nuove iscrizioni, 179 cessazioni, saldo negativo per 98 imprese).

Articolo pubblicato il 13 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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