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Casa di riposo, 18 anni di lunghe attese per una struttura consegnata ai vandali
di Andrea Pizzo

Incompiute. Degrado e spreco di denaro pubblico.
Il passato. I lavori iniziarono nel 1989 per volere della Regione siciliana con un finanziamento di un miliardo e 870 milioni di vecchie lire. Nel 1992, tutto si fermò improvvisamente.
Il presente. L’edificio è privo di pareti divisorie, con vetri frantumati in mille pezzi. La recinzione attorno allo stabile è stata squarciata in tante parti, restano soltanto le cornici in alluminio.

Tags: Sciacca



SCIACCA (AG) – Tre anni passati come edifico in costruzione e ben diciotto da opera incompiuta. è il vergognoso curriculum della casa di riposo per anziani di contrada Perriera o per meglio dire, posto che non è ancora stata ultimata, di quella che sarebbe dovuta essere una casa di riposo per anziani. I lavori per edificarla iniziarono nel secolo scorso: era infatti il lontanissimo 1989.

Fu la Regione siciliana a volere la sua realizzazione. Da Palermo arrivò il finanziamento per costruirla. Ben un miliardo e 870 milioni di vecchie lire sborsò mamma Regione. Quei fondi, però, non bastarono per completarla e quindi renderla operativa. A causa di una variante al progetto originario (si scoprì che l’area individuata era in realtà un terreno di riporto), vi fu un sostanzioso aumento dei costi. Nel giugno del 1992, ad appena tre anni dall’apertura del cantiere e con i lavori giunti a metà, tutto improvvisamente si fermò per mancanza di risorse finanziarie e in attesa che ne venissero stanziate ulteriori. Ma a Sciacca, benchè da anni la struttura venga puntualmente inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche e da ultimo nel cosiddetto Piano strategico, soldi per riuscire a terminare la casa di riposo per anziani non ne sono ancora arrivati.

Così, con il passare del tempo, quel luogo pensato per fornire assistenza e cura agli anziani ha assunto le sembianze di un ammasso di cemento armato insignificante. In questi diciotto lunghi anni, peraltro, l’edificio è rimasto abbandonato a stesso, alla mercè di senzatetto, tossicodipendenti e soprattutto vandali. I raid sono stati e continuano a essere all’ordine del giorno. Basta entrare all’interno per vedere in che condizioni è stato ridotto. E per accorgersi che per rimetterlo in sesto di soldi ce ne vogliono tanti, tantissimi, più di quelli che sarebbero serviti agli inizi degli anni Novanta.

Anche noi abbiamo voluto fare una visita a questo mostro di colore grigio scuro che si affaccia sul mare. Non certo per accanirci su di esso, come invece hanno fatto in molti. Una volta dentro ci si trova di fronte a uno scenario apocalittico. Pareti divisorie non n’esistono più. Sono state completamente buttate a terra, forse a pedate o forse a colpi di non si sa che cosa. Gli infissi istallati all’epoca sono solo un ricordo. Sono rimaste soltanto le “cornici” in alluminio, i vetri sono asportati o frantumati in mille pezzi. La casa di riposo, oltre ad essere l’esempio più eloquente dello spreco di denaro pubblico, nello stato in cui si trova oggi, rappresenta un pericolo costante per la pubblica incolumità. La recinzione applicata attorno allo stabile è stata squarciata in più punti.

E se uno dei tanti bambini che giocano da quelle parti vi si introducesse e si facesse male? I pericoli non mancano: nel pavimento ci sono delle grosse fessure ed è ricoperto da frammenti di laterizi taglienti. Insomma, quello di fornire un servizio agli anziani di Sciacca e del comprensorio non è l’unico motivo per ultimare e aprire la struttura. Ce n’è come minino un altro: scongiurare il verificarsi di incidenti. Eppure, chissà perché non si è ancora arrivati al suo completamento.

Gli amministratori e i parlamentari locali alternatisi nell’ultimo ventennio si facciano un esame di coscienza. Probabilmente, non hanno fatto abbastanza per evitare che la casa di riposo per anziani, pagata con i soldi dei cittadini, facesse la fine di tante altre opere pubbliche siciliane, ossia lasciata a metà, abbandonata al suo destino e avvolta dal degrado.
Adesso, l’ultimo treno per arrivare alla sua ultimazione è rappresentato dai fondi messi a disposizione dall’Unione europea. Chi di dovere non si faccia sfuggire l’occasione. Il progetto per il completamento a quanto pare c’è, deve essere solo aggiornato.
 

 
Tanti gli appelli lanciati da cittadini e associazioni
 
SCIACCA (AG) – Per fortuna, nonostante gli appelli lanciati da più parti in tutti questi anni siano rimasti sistematicamente inascoltati, c’è ancora chi si batte con forza per veder ultimata la casa di riposo di contrada Perriera. è il caso delle locali sezioni di Cittadinanzattiva e Tribunale per i diritti del malato. Di recente, sono tornati a riaccendere i riflettori su quello che può ben definirsi uno scandalo bello e buono. Lo hanno fatto per spronare le istituzioni a fare la loro parte. “è una vergogna – attaccano i rispettivi coordinatori Gero Maggio e Lilla Piazza -. Bisogna fare in modo che l'opera venga ultimata. E non solo nell’interesse degli anziani di Sciacca e dell'hinterland, ma anche perchè siamo di fronte a una situazione che mette a repentaglio la sicurezza e l'incolumità dei cittadini”. Anche la Consulta comunale degli anziani, ultimamente, è intervenuta sull’argomento, ponendolo in cima alla lista dagli problemi da risolvere il prima possibile. Il presidente dell’organismo, Michele Catanzaro, ha già invitato amministratori e parlamentari a darsi una mossa per chiudere una volta e per sempre questo brutta pagina. E che dire dell’associazione SOS Anziani, la quale da anni ne fa il proprio cavallo di battaglia. Il completamento della casa di riposo fu uno dei motivi che portò gli iscritti al sodalizio presieduto da Vincenzo Truzzolino a scendere in piazza per chiedere questo e altri servizi per il mondo della terza età. Sollecitazioni e suppliche, dunque, non ne mancano. è la risposta che tarda ad arrivare.

Articolo pubblicato il 15 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La facciata principale e ancora grezza della casa di riposo
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Gli infissi sono stati distrutti
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Pareti distrutte al piano terra
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Non mancano le infiltrazioni d'acqua
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Una mini discarica di materiale in amianto (ap)
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Ancora muri devastati
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Parenti distrutte al secondo piano
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Una delle tante fessure presenti sul pavimento
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