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Più stipendi da pagare che biglietti da staccare
di Maria Rosaria Minà

Il caso dell’Ast Spa che ha usufruito di diversi aiuti pubblici. Nel 2009 un contributo di ricapitalizzazione di 25,4 mln

Tags: Partecipate, Regione Siciliana, Ast



Sono trascorsi più di 60 anni dalla costituzione dell’Ente Pubblico Economico della Regione Sicilia, attraverso la L.R. 7/1947, successivamente destinato esclusivamente a provvedere a servizi di trasporto di persone e cose.
Negli anni l’Azienda siciliana trasporti ha aumentato in modo esponenziale il proprio volume d’affari, grazie anche al rilevamento di molte società private che versavano in condizioni di dissesto, con l’acquisizione di linee sostitutive di servizi delle Ferrovie dello Stato nelle province di Palermo, Agrigento ed Enna, e non ultimo, con la gestione dei servizi urbani di 18 comuni siciliani. Un complesso di servizi con cui la società assicura quei collegamenti tra le località siciliane necessari a garantire il diritto alla mobilità dei suoi cittadini, a prescindere dalla capacità di tali servizi di fornire ricavi da traffico adeguati a mantenere l’equilibrio economico della loro gestione.

Una peculiarità che solo una società con capitale pubblico può vantare, grazie anche ad un solido supporto normativo che le ha garantito norme di ripiano dei disavanzi accumulati. Non ultima la L.R. 2/2002, che provvede alla copertura del disavanzo di gestione Ast, attraverso contributi di ricapitalizzazione, pari a 27,6% dei costi complessivi,  nei tre anni successivi alla sua trasformazione in società per azioni, a partire dal 2006.

Nel 2009 sono stati erogati 25,4 mln di contributo di ricapitalizzazione. A questi si aggiungono i contributi pubblici, nazionali e regionali,  tra cui 31 mln derivanti da contratti di affidamento, 9 mln per rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, 4 mln di rimborso da parte della Regione, di tessere gratuite per gli anziani, per un totale di circa 70 mln di euro. Un supporto finanziario notevole, senza il quale l’Ast avrebbe chiuso il bilancio 2008 con solo 21 mln di euro, come ricavi da traffico.
Il rischio è di un quadro economico disastroso ed insostenibile, a fronte dei costi di produzione della società, pari a 90 mln di euro, su cui grava, in primo luogo, il bacino del personale, formato da 1084 dipendenti, con un compenso complessivo di 37.017.868 mln di euro.

La scadenza del contributo di ricapitalizzazione, formalizzata con L.R. 2/2002, prevista nel 2009, riapre la questione. Il Consiglio di Gestione dell’Ast S.p.a  avanza la proposta di garantire la proroga degli effetti dell’art.33 della L.R. 2/2002, in sede di finanziaria, ma si frappone il divieto comunitario di erogazione di aiuti pubblici ad imprese che operano in ambito economico, affinché non si alteri la libera concorrenza e le regole di mercato.

Articolo pubblicato il 15 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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