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Rigassificatore, Interlandi precisa: “Nessuna decisione è stata presa”
di Marina Pupella

Riunione della Commissione attività produttive ieri dedicata al progetto sull’impianto Jonio Gas. Spenti i facili entusiasmi emersi lunedì, al termine della conferenza di servizi

Tags: Priolo, Melilli, Augusta, Rigassificatore, Triangolo Della Morte, Salvino Caputo, Rossana Interlandi, Jonio Gas, Pier Carmelo Russo



PALERMO - “La conferenza di sevizio di lunedì ha preso atto che non ci sono pareri negativi sul rigassificatore in sé. C’è stato semplicemente un approfondimento legato al fatto che quel sito è particolarmente delicato e a rischio. Quindi, tutte le prescrizioni e le condizioni che sono state dettate, sono state fatte proprio per rendere l’area idonea ad ospitare il rigassificatore”.

Con queste parole il dirigente generale del dipartimento regionale all’Energia, Rossana Interlandi, ha inteso, al termine della seduta in commissione Attività produttive dell’Ars, smentire le voci che davano per certa la realizzazione dell’impianto di rigassificazione di Priolo (di cui esiste ancora solo un progetto preliminare e non definitivo). “Sono state poste delle precondizioni alla Jonio Gas - prosegue - che riguardano la messa in sicurezza di tutti gli impianti, soprattutto della raffineria che deve essere adeguata alle normative antisismiche e a tutte le normative di sicurezza, delle prescrizioni relative alla delibera del Ctr del 2008, che prevedeva degli step sui lavori eseguiti e da eseguire. Ragion per cui abbiamo chiesto ai Vigili del fuoco di fornirci copia documentata dello stato di avanzamento delle opere”.

Alla riunione hanno preso parte oltre al presidente Salvino Caputo (Pdl), tutti i componenti della Commissione, compresa Giulia Adamo (Pdl Sicilia, che da sempre si è detta favorevole all’impianto), il dirigente generale dell’assessorato Territorio e ambiente, Sergio Gelardi, ed il comandante regionale dei Vigili del fuoco, l’ingegnere Giovanni Fricano.

Ma a parte la condizione dell’adeguamento agli standard antisismici di tutti gli impianti circostanti l’area del rigassificatore, sia in via Ugo La Malfa che a Palazzo dei Normanni si è fatto riferimento alla sentenza della Corte di giustizia europea, che ha sostanzialmente interpretato il principio di “chi inquina paga”. Quindi, nessuno sconto per la joint venture Erg-Shell, che dovrà bonificare non solo i siti inquinati all’interno dei quali costruirà il rigassificatore, ma anche la rada di Augusta.
 
“Una condizione preventiva fondamentale perché possa essere eseguito il progetto - conferma ancora la Interlandi - sono la bonifica del sito e dell’area marina. Queste sono condizioni che se ottemperate porteranno benefici a tutta quanta l’area. Per noi non si tratta di prescrizioni ma di condizioni preventive di fattibilità dell’opera, devono essere neutralizzati tutti i fattori di rischio”.Pena l’impossibilità di realizzazione del progetto e, particolare da non trascurare, possibili sanzioni. Ricordiamo che la Jonio gas ha presentato solo un progetto preliminare e che tutte le conditio sine qua non saranno calate nel piano definitivo.

Caputo ha poi ribadito che chiederà la trasmissione di tutti gli atti acquisiti alle Commissioni antimafia nazionale e regionale. “Quello che è emerso oggi - ha sottolineato - è l’esatto contrario di quello che è venuto fuori in conferenza di servizio, dove non è stato dato nessun via libera definitivo, ma anzi sono state condizioni e prescrizioni precise”.

Ma vediamo l’iter che seguirà l’amministrazione regionale dopo aver raccolto tutti i pareri in sede di conferenza. Verrà steso, “nel giro di pochi giorni” assicura il dirigente dell’Energia, il verbale della conferenza che sarà trasmesso a tutti i soggetti partecipanti, i quali potranno fare osservazioni e apportare modifiche; quindi, si procederà alla stesura del provvedimento definitivo da sottoporre alla firma dell’assessore regionale per l’Energia ed ai servizi di Pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, e successivamente al decreto del presidente della Regione. Facendo un confronto con l’istruttoria del rigassificatore di Porto Empedocle che fu fatta dopo tutto in quaranta giorni, questa avrà tempi certamente più lunghi.

Articolo pubblicato il 16 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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