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Quotidiano di Sicilia

Dopo la Fiat ancora auto per Termini
di Antonio Casa

Invitalia lavora su 14 manifestazioni d’interesse per rilevare lo stabilimento a seguito dell’uscita del Lingotto, il 31 dicembre 2011. Cape punta su mezzi elettrici, il fondo Tai all’assemblaggio per case cinesi, De Tomaso all’automotive

Tags: Termini Imerese, Fiat, Lavoro, Marco Venturi



ROMA - Sono quattordici le proposte su cui lavora l’advisor Invitalia per individuare un progetto di riconversione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. E tra queste “ci stiamo focalizzando - ha indicato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - sulle più interessanti, anzitutto sulle sei che riguardano il settore dell’automotive”. tra cui spunta il nome della De Tomaso Automobili. Mantenere una continuità produttiva nell’automotive è una priorità su cui è d’accordo la Fiom: “Ci sono progetti sull’auto che assicurano l’occupazione. Noi discutiamo solo progetti sull’auto. Se c’è una soluzione che garantisce tutti, va bene, se non c’é per noi deve rimanere la Fiat”, dice il segretario generale Gianni Rinaldini.

Un primo quadro delle offerte sul tavolo è emerso dal tavolo al ministero dello Sviluppo economico di martedì. Ma i sindacati sono preoccupati dai tempi lunghi, con la prossima riunione fissata per il 3 giugno, mentre ancora si attende la pubblicazione di un invito internazionale a presentare altre manifestazioni di interesse e progetti industriali per rilevare lo stabilimento siciliano, dove il Lingotto intende fermare la produzione di auto da fine 2011.

Sono in tutto 21 le manifestazioni di interesse, ma solo per quattordici è al momento possibile lavorare in concreto su un piano di impresa da presentare al ministero. Undici società hanno già avviato questo iter con l’advisor, le altre tre sono pronte a farlo. Oltre ai sei nell’automotive, sono in corsa tre progetti imprenditoriali nel manifatturiero, tre per l’area della ricerca, uno nei media, uno nell’agricoltura. Un quadro delineato al tavolo dall’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, mentre a Termini Imerese gli operai si sono fermati per quattro ore di sciopero.

Sono solo cinque i nomi comunicati ai sindacati: è confermato l’interesse del finanziere siciliano Simone Cimino con il fondo Cape, per l’auto elettrica Sunny Car; poi il fondo Hong Kong Tai per l’assemblaggio di auto per case cinesi; ed ancora nell’automotive una proposta della De Tomaso. Tutte avrebbero già visitato l’impianto siciliano; mentre per progetti nel manifatturiero spuntano i nomi delle società Fen tech (Fenice Technologies) e Frisia. Il ministro Scajola ha intanto confermato che un invito a presentare altre manifestazioni di interesse verrà pubblicato “nelle prossime settimane”.

Intanto ci saranno confronti diretti tra Fiat e le società interessate allo stabilimento, trapela dai sindacalisti, mentre il ministero valuterà con un tavolo interno quali agevolazioni finanziarie è possibile mettere in campo, a partire dall’ipotesi di un accordo di programma affiancato da un impegno della Regione per un potenziamento delle infrastrutture.
La Cape di Simone Cimino, in particolare, ha lanciato un progetto di ricerca nell’ambito del bando nazionale dei fondi Miur su batterie e solare coinvolgendo le università di Palermo, Bologna e Camerino. è quanto informa lo stesso Cimino secondo cui inoltre stiamo “rafforzando lo sviluppo dell’operazione aumentando l’italianità delle partnership industriali”.

Del progetto fanno parte le società siciliane Cape Rev, Cape Moss ed Hp Semea, le società di Cape Screen Service Broadcasting Technologies (quotata) e Trafomec Spa, nonché il Gruppo Faam di Ancona (batterie e veicoli elettrici) che potrebbe essere uno dei possibili partner per Termini. Nel frattempo Cape ha avviato il finanziamento della fase di lancio delle tre società e stretto accordi con società italiane sul fronte del design ed ingegneria automobilistica e dei sistemi di batterie alternative per aumentare il radicamento industriale italiano del progetto, oltre alla partnership con Reva.
 


Venturi conferma: “Dalla Regione 350 milioni per ricerca e infrastrutture”
 
PALERMO - “Vogliamo avere certezza sui tempi, partendo dal presupposto inderogabile che a Termini Imerese si dovrà continuare a costruire automobili”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, intervenendo al tavolo tecnico sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, tenuto a Roma al ministero dello Sviluppo Economico.
Secondo Venturi “pensare che Fiat abbia deciso di abbandonare la Sicilia per la nostra regione è un dramma sia sociale sia produttivo. Noi faremo di tutto per provare a fargli cambiare idea fino all’ultimo. Ma siamo anche certi che Termini Imerese deve restare un polo industriale per la produzione automobilistica. La Regione siciliana ha messo sul tavolo ingenti risorse, circa 350 milioni, per infrastrutturare l’area e per la ricerca. Ma, pur ringraziando il Ministero per l’attenzione che dedica al caso, noi abbiamo bisogno di avere certezza sui tempi. Il 31 dicembre 2011, ultimo giorno di apertura di Sicilfiat, è dietro l’angolo. Dobbiamo correre, pesare le offerte concrete e affidabili e capire poi da Fiat - - ha osservato - la reale e vera disponibilità a cedere l’impianto. In ogni caso tutte quelle proposte, serie e affidabili, a prescindere da Termini Imerese saranno comunque benvenute perché vuol dire che nonostante la grave crisi economica la Sicilia continua ad attrarre investimenti, nonostante la Fiat”.

Articolo pubblicato il 16 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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