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Quotidiano di Sicilia

Terreni incolti, la Regione non crede ai biocarburanti
Sei mila kmq potrebbero essere coltivati per produrre energia verde. Non è economicamente conveniente alle attuali condizioni

Tags: Agricoltura, Titti Bufardeci



L’Unione europea prevede che per il 2020 ci sia un incremento dell’utilizzo dei biocarburanti nei trasporti con una quota minima obbligatoria del 10% dei consumi totali.
Un ragionamento lungimirante porterebbe l’azione politica del governo regionale al potenziamento della produzione di eco carburanti, dal momento che nell’Isola permane una vasta quantità di terreno agricolo e per la contemporanea presenza delle raffinerie, che in quest’ottica potrebbero essere riconvertite puntando al superamento persino degli standard imposti dalla legge nazionale.

“Sul tema degli eco carburanti – dichiarava poco tempo fa al nostro giornale Titti Bufardeci, assessore regionale alle risorse agricole – la linea della Regione è specificata nel Pears. Da questo punto di vista non sono neanche molto concorde nel destinare tutti i terreni incolti per incentivare la filiera dei biocarburanti”.

Del tutto opposte le considerazioni di Legambiente. La sua ricetta è semplice ed efficace allo stesso tempo. “Per produrre quantità di eco carburanti occorre una distribuzione di suoli molto ampia, e mettendo in coltivazione queste aree si evita sia che queste aree franino sia che si desertifichi il territorio”.

Il problema, sottolineano dall’associazione, è che il Piano non può essere sufficiente perché non dice né in che modo né con quali mezzi bisognerebbe lavorare per incentivare la filiera.
In effetti al suo interno non sembrano esserci delle prospettive di lungo periodo, al massimo si legge un riferimento alle vecchie stime nazionali che prevedevano, recependo la direttiva 2003/30/CE dell’8 maggio 2003, una quota dell’1% entro il 31 dicembre 2005 e poi il 2,5% per il 31 dicembre 2010, innalzata al 3,5% con decreto del ministro Scajola. Anche sull’opportunità economica il Piano non sembra essere molto convincente.
“La produzione di biocombustibili non è economicamente conveniente nelle attuali condizioni dell’economia, la loro realizzabilità è, quindi, limitata all’attivazione di misure di sostegno pubbliche che ne rendano redditizia l’attuazione per gli operatori agricoli”.

D.R.

Articolo pubblicato il 16 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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