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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Dal fallimento al risanamento, l’Amia esca dal tunnel dei debiti
di Luca Insalaco

Sull’ex municipalizzata grava anche il rischio di un’inchiesta per interruzione di pubblico servizio. Amministrazione straordinaria: sarà un tecnico ministeriale a gestire l’azienda

Tags: Palermo, Amia



PALERMO – Risanamento: non c’è altra strada per l’Amia. Scongiurato il fallimento, la sopravvivenza dell’azienda dei rifiuti passa inevitabilmente dal ripianamento dei debiti, pari a 100 milioni di euro, e da una gestione che possa dirsi finalmente oculata. A tentare di traghettare l’ex municipalizzata oltre il baratro in cui era sprofondata sarà un tecnico di nomina ministeriale. L’amministrazione straordinaria non cancella comunque le ombre, anche giudiziarie, che gravano sugli ex vertici dell’azienda, sotto processo per falso in bilancio, e sotto indagine per la discarica di Bellolampo (la Procura ha indagato con l’ipotesi di disastro colposo, gestione non autorizzata di rifiuti speciali e traffico di rifiuti, l’ex commissario liquidatore Gaetano Lo Cicero).
 
Sull’Amia grava inoltre il rischio dell’avvio di un’inchiesta per interruzione di pubblico servizio. Il paesaggio urbano, infatti, continua ad essere connotato dai cumuli di spazzatura che inondano ogni angolo della città, nonché dai fumi alla diossina sprigionati dai falò di munnizza. Oltre agli inceppamenti nel pagamento degli straordinari, l’azienda di via Nenni sconta un parco mezzi vetusto e spesso fuori uso che fa andare in tilt dalla raccolta. Da qui il tentativo del sindaco Cammarata di coinvolgere i privati per rattoppare le falle degli autocompattatori e limitare i danni in vista dell’arrivo dei nuovi mezzi e soprattutto della bella stagione. Brucia ancora la fuga dei medici greci per sopravvenuta sporcizia della città. Uno smacco per il capoluogo, che ha fatto accendere l’ennesima baruffa politica tra il primo cittadino lealista e il Governo regionale. In questo scenario di rilancio, poi, si guarda soprattutto al destino dei dipendenti.

“La priorità – ha detto Dionisio Giordano, segretario regionale Fit Cisl Ambiente - è mantenere i servizi interni all’azienda, nessuna esternalizzazione che penalizzerebbe il personale, soprattutto per la raccolta differenziata. Il risanamento deve passare per l’unità dell’azienda che deve restare integra al fine di mantenere i livelli occupazionali. Nessuna porzione di servizio deve essere ceduta ai privati”. Ed il segretario della Uil Palermo, Antonio Ferro, invoca nuovi investimenti per l’acquisto di attrezzature e mezzi, “in modo da permettere ai dipendenti di svolgere al meglio il proprio lavoro”. “È necessario – ha aggiunto - estendere nei prossimi mesi la raccolta differenziata in tutta la città”.
 


Manutenzioni. Per la Gesip contratto in scadenza
 
PALERMO – Per un’azienda che tenta di uscire dalle secche, un’altra naviga a vista. Scadrà il prossimo 30 aprile il contratto della Gesip con il Comune. La società presieduta da Pippo Enea arriva ansimante alla scadenza con una perdita mensile che si aggira attorno ad un mln di €.
“Il bilancio 2008 si è chiuso con una perdita d’esercizio di 4.046.255 €, ripianata solo grazie all’utilizzo di una riserva straordinaria, ed il capitale sociale è stato eroso del tutto – ha spiegato il capogruppo del Pd, Davide Faraone - Il contratto di servizio con il Comune ammonta a 49 mln €, mentre i costi di produzione sono pari a 52 mln. La situazione è resa ancor più grave a causa dei ritardati trasferimenti da parte del Comune, che costringono a frequenti anticipazioni di cassa presso gli istituti di credito. Gesip – ha aggiunto l’esponente democratico - ha una grave situazione debitoria per circa 28.945,563 €, di cui 13.155,598 verso le banche, e per cui si registra un ‘incremento di 5.099,299 € rispetto al 2007; 1.388.010 € verso i fornitori e 9.393,361 € di debiti tributari”.

Articolo pubblicato il 17 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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