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Meno banche, più grandi, con più sportelli
di Angela Carrubba

Pubblicata nell’Annuario statistico regionale 2009 un’analisi del settore e del funzionamento del credito nell’Isola. Nel 2008 37.091 mln € in finanziamenti oltre il breve termine. Solo 2.333 per gli investimenti

Tags: Banche, Credito, Investimenti, Finanziamenti



PALERMO - I dati del settore credito contenuti nell’Annuario regionale di statistica 2009 pubblicato nel portale della Regione ci danno un’immagine dei riflessi che la crisi del 2008 ha avuto sull’Isola. Il quadro descritto dagli indicatori rispecchia, con molta evidenza, i diversi aspetti con cui essa si è manifestata sul territorio.

In Sicilia, nel 2008, sono risultate operanti 72 banche (7 in meno del 2007), che per metà hanno sede in regione (36, tre in meno del 2007). Il numero degli sportelli, che ammonta a 1.818, ha invece avuto una crescita rispetto all’anno precedente (più 30 unità) e spiega il 5,3% del totale nazionale. La maggior parte di queste filiali (1.531, l’84,2%) appartiene al gruppo istituzionale delle società per azioni, che comunque rallenta la sua crescita rispetto al 2007, a fronte di un più deciso incremento della presenza di sportelli delle altre tipologie di aziende di credito. Infatti, le banche popolari, che erano diventate il gruppo meno diffuso nel 2007 (a seguito della trasformazione della Banca Popolare di Lodi in SpA), hanno ripreso ad espandersi sul territorio (più 13 sportelli), mentre le filiali delle banche di credito cooperativo hanno registrato un robusto incremento sul 2007 (8,9%), rappresentando il 3,9% degli sportelli italiani dello stesso tipo.

Alla fine del 2008, l’ammontare dei depositi bancari in Sicilia ha raggiunto i 35.130 milioni di euro, mostrando una crescita di 1.415 milioni, pari al 4,2% sull’anno precedente. Il risultato è notevole se si considera la lieve variazione registrata nel 2007 (0,5%) ed è soprattutto ascrivibile all’aumento dei depositi delle famiglie consumatrici (1.328 milioni, più 5,4%), che si accompagna a variazioni dello stesso segno nei depositi delle società non finanziarie (364 milioni, più 8,3% sul 2007), compensando il forte calo delle famiglie produttrici (221 milioni, meno 9,3% rispetto all’anno precedente) e delle amministrazioni pubbliche (118 milioni, meno 5,2%). Queste tendenze sono dovute, probabilmente, all’influenza sfavorevole del ciclo economico, che ha indotto a rinviare le decisioni d’investimento di “famiglie consumatrici” e “società non finanziarie” (tipicamente medie e grandi imprese pubbliche e private) a favore di un maggiore risparmio. Essa spiega  anche le difficoltà delle “famiglie produttrici”, cioè del soggetto che raccoglie le micro imprese, che devono ricorrere a proprie risorse finanziarie per fronteggiare le maggiori restrizioni  nell’erogazione del credito.

Gli impieghi effettuati in Sicilia, alla fine del 2008, sono ammontati a 51.922 milioni di euro, registrando una lieve crescita dell’1,9% rispetto al 2007 concentrata prevalentemente sulle famiglie consumatrici (più 4,2%). La riduzione nel volume degli impieghi presso le “famiglie produttrici” (-668 milioni, ovvero -11,7%) è speculare rispetto ai minori depositi dello stesso soggetto istituzionale e si spiega con le anzidette ragioni economiche e congiunturali.
L’incidenza di questi aggregati regionali rispetto al corrispondente valore nazionale vede in testa gli impieghi delle famiglie (consumatrici e produttrici), con il 5,9% ed il 5,7% rispettivamente, mentre gli impieghi delle società non finanziarie della Sicilia coprono solo il 2,6% dell’analogo aggregato dell’Italia.

Articolo pubblicato il 20 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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