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Spesa della Sanità ridotta di 700 milioni di euro
di Chiara Saturnino

La riforma in itinere, introdotta dalla legge n. 5 del 2009 ha compiuto in questi giorni il primo anno di vita. Analisi Cefpas sui tre obiettivi già implementati e su quelli da raggiungere entro giugno e dicembre

Tags: Sanità, Massimo Russo, Cefpas



PALERMO - La riforma compie il suo primo anno di vita. A celebrare il piccolo nato di casa Lombardo il papà della riforma: l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo, e una platea di sanitari e amministrativi che si sono incontrati a Palermo nel corso della conferenza “Buon compleanno riforma. La storica svolta della sanità siciliana”. L’incontro è stato organizzato da Cefpas, Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario, per fare il punto su cosa è stato fatto e cosa ancora c’è da fare.

La legge 5 del 2009 muove i primi passi verso la svolta, “l’eccellente normalità” tanto annunciata e il primo regalo è lei a farlo all’Isola: il riordino del sistema sanitario regionale ha già permesso una riduzione della spesa totale, da 8,8 miliardi di euro a 8,1. “è prematuro un primo consuntivo della legge di riordino ma sicuramente possiamo parlare di un miglioramento degli indicatori relativi al rientro finanziario - ha affermato Giuseppe Laccoto, presidente VI Commissione della Sanità - Quest’andamento permetterà l’anno prossimo di ridurre se non eliminare le maggiorazioni Irpef e Irap”. Ancora al centro il “problema finanziario”. “Da tempo si sentiva il bisogno di un riordino, poi indotto proprio dalla insostenibilità finanziaria - ha affermato Pina Frazzica, Direttore generale Cefpas - I cambiamenti possono causare apprensioni e incertezza perché sconvolgono il quotidiano ma al tempo stesso sono fonte di opportunità”. La dirigente si è fatta poi portavoce dei risultati di un’indagine condotta dal centro di formazione su 17 aziende regionali.

Al centro dell’analisi i 3 obiettivi implementati secondo la programmazione settembre 09 – marzo 10, le attività da implementare entro giugno e le difficoltà che sembrano ostacolarne il raggiungimento. Infine, uno sguardo a lungo termine con gli obiettivi da raggiungere entro la fine dell’anno. Tra i risultati raggiunti: rimodulazione dei posti letto e delle rete ospedaliera, unificazione dei sistemi amministrativo contabili e flussi informativi, gestione del rischio clinico per le Asp, riorganizzazione processi assistenziali e di supporto, elaborazione regolamenti aziendali e riqualificazione del pronto soccorso per le aziende ospedaliere e unità operative. Tra gli obiettivi di medio termine la razionalizzazione delle liste d’attesa per le asp e elaborazione dell’atto aziendale per le aziende ospedaliere. A creare difficoltà: la negoziazione degli obiettivi coi titolari dei centri di responsabilità e la resistenza al cambiamento. Di resistenza al cambiamento ha parlato anche l’assessore Massimo Russo, rispondendo a quanti non hanno creduto a questa riforma. Poi, sui risultati: “La sanità è cambiata.

Questa è una riforma che pone al centro la persona – ha detto – dobbiamo rispondere al fatalismo insito nella cultura siciliana per cui qui non cambia niente. Siete stati parte del problema. Oggi l’occasione di diventare parte della soluzione”. è d’accordo il presidente della Regione Raffaele Lombardo che sottolinea la fermezza con cui si è portata avanti questa riforma: “è stata un’azione corale. Un percorso che continueremo vincendo”.
 

 
Scarsa l’informazione e la comunicazione interna investimenti in tecnologia non adeguati
 
Il Cefpas ha predisposto un questionario articolato e ha distinto le risposte pervenute dalle Aziende sanitarie provinciali da quelle delle Aziende universitarie e delle Aziende ospedaliere.
Ad esempio è stato chiesto: “Indichi 3 elementi di forte criticità che ritiene sia utile puntualizzare, allo scopo di offrirli ad una comune riflessione”. Le risposte delle Asp hanno comportato la seguente individuazione dei punti critici a seconda dell’importanza.
1. Rinnovo delle apparecchiature tecnologiche; 2. Gestione liste di attesa; 3. Scarsa diffusione della metodologia Ebm; 4. Vastità del territorio da gestire; 5. Livelli di informazione e comunicazione su ruolo e finalità del processo di riordino; 6. Difficoltà nell’attivazione dei Pta; 7. Resistenza al cambiamento ed all’innovazione; 8. Difficoltà di dialogo con la comunità locale;
Dalle Aziende ospedaliere e universitarie queste le risposte:
1. Demotivazione del personale; 2. Scarsa cultura aziendale; 3. Tempi stretti per una piena applicazione della riforma; 4. Insufficiente comunicazione-integrazione interna; 5. Resistenza al cambiamento; 6. Investimenti non adeguati nella diagnostica;

Articolo pubblicato il 21 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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