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Dirigenti Pa, stop ai premi a pioggia
di Chiara Saturnino

Si è discusso dell’applicazione della riforma Brunetta alla Sanità siciliana, in un incontro moderato dal dg Maurizio Guizzardi. Il processo di valutazione della performance, per incentivare a fare bene, deve essere trasparente

Tags: Renato Brunetta, Maurizio Guizzardi, Francesco Poli, Vincenzo Lorenzini, Rosanna Oliva, Sandro Mameli



PALERMO - La valutazione della performance nelle pubbliche amministrazioni e la “premialità differenziata” basata su un approccio meritocratico alla distribuzione degli incentivi. Sono punti cardine della riforma Brunetta per garantire una maggiore efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. La sfida sta nel come attuarli nelle singole attività aziendali. Ieri la prima giornata di studio organizzata a Palermo dalla Issos Servizi, Istituto di Studi Socio Sanitari. L’incontro ha riunito i protagonisti della sanità siciliana e esperti della tematica a livello nazionale.

Oggetto di intervento e dibattito: l’attuazione della riforma Brunetta nel settore sanità in Sicilia, lo spazio lasciato dalla riforma nei confronti del Servizio Sanitario Regionale e metodi concreti per l’attuazione del processo di valutazione. Tutte questioni a cui la nostra regione dovrà rispondere entro la fine dell’anno.

“Sono temi che ancora non abbiamo affrontato ma che sicuramente saranno al centro del dibattito nelle prossime settimane” ha affermato Maurizio Guizzardi, direttore generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’assessorato alla Salute. Il direttore generale lancia una provocazione: “Perché una legge per dire che bisogna funzionare bene?”ha detto. Poi un’osservazione: “Nel settore sanitario in particolare è necessario porre l’accento sui rappresentanti di utenti e cittadini, non possiamo guardare solo ai casi trattati ma all’impatto sulla salute del paziente”. A creare perplessità, la condizione alla base della riforma: il costo zero.

Qualche incertezza anche dal direttore Generale dell’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, Francesco Poli. “Per avviare la riforma dobbiamo agire su due variabili. L’aspetto organizzativo manageriale e quello specifico professionale. Il problema è che spesso abbiamo le mani legate”. Le maggiori perplessità riguardano il rapporto coi sindacati che però la nuova normativa  relega in secondo piano. “I premi saranno tarati sull’impegno - ha affermato Vincenzo Lorenzini, Direttore Scientifico Issos – non ci saranno più distribuzioni a pioggia che peraltro eliminano ogni stimolo al miglioramento. Con la legge 15/2009 è possibile attuare una valorizzazione differenziata”.

Rosanna Oliva, Dirigente del Servizio Personale del Servizio sanitario regionale, ipotizza 5 obiettivi verso il cambiamento. “Contenere la spesa per il personale, cosa che ci viene imposta, definire criteri, regole e metodi di gestione, sviluppare le competenze personali non solo in termini di mansioni ma come conoscenza, capacità e qualità, promuovere il merito e supportare le altre strutture nella gestione del personale”.

A rispondere ai dubbi sollevati nel corso della giornata di studio Sandro Mameli, funzionario del ministero della Funzione Pubblica ed Innovazione: “Il bisogno di legiferare deve essere visto come uno stimolo. Il ciclo di gestione della performance vede inoltre parole nuove su ciò che esisteva già. è fondamentale invece considerare la novità del sistema, quello che si chiede è un approccio olistico, la valutazione deve permeare tutte le fasi del ciclo. Senza soldi la riforma può apparire virtuale, in realtà la valorizzazione non passa solo per incentivi. Se il processo di valutazione non è trasparente c’è insoddisfazione. In caso contrario è riconoscere e accettare il fatto che si può migliorare. è vero, gli ostacoli ci sono - conclude - ma il nostro è un obiettivo di lungo termine”.
 


Solo 27 le Amministrazioni centrali dello Stato in regola con la Posta elettronica certificata
 
Sono 27 le Amministrazioni centrali dello Stato che risultano in regola con gli obblighi di legge per quando riguarda l’adozione e la pubblicazione sul web di almeno un indirizzo di Posta elettronica certificata. Si tratta di: ministero della Giustizia (357 Pec), ministero dell’Interno (68), ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (4), ministero dell’Economia e Finanze (117), ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (21), presidenza del Consiglio dei ministri (41), ministero degli Affari esteri (240), ministero per i Beni e le Attività culturali (45), Avvocatura generale dello Stato (25), ministero della Salute (48), ministero della Difesa (111), ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio (11), Agenzia del territorio (6), Arma dei Carabinieri (3.911), Scuola superiore della Pubblica amministrazione (6), Inps (559), Inail (272), Ente nazionale previdenza assistenza lavoratori dello spettacolo (45), Agenzia per le erogazioni in agricoltura (28), ASI (32), Automobile club d’Italia (107), Cnr (1), Enac (43), Croce rossa italiana (1), Enit (1), Istituto dei postelegrafonici (1) e DigtPa (1).

Articolo pubblicato il 22 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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