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Bulli e vittime accomunati da un forte disagio sociale
di Andrea Uzzo

Convegno sui cambiamenti sociali e bullismo promosso dal Distretto Sicilia YB Lions. Caronia: “Genitori dei bulli e delle vittime sono o permissivi o troppo repressivi”

Tags: Evelina Arcidiacono, Bullismo, Rosario Pellegrino, Roberto Lagalla, Michele Pertini, Natale Caronia



PALERMO – Da una parte il bullo, dall’altra un compagno incapace di difendersi. Con una precisazione. Tra i vari aspetti affrontati durante il convegno “Cambiamenti sociali e nuove forme di violenza: il bullismo”  promosso dal distretto Sicilia dei Lions clubs, si pone l’accento su un punto: bullo e vittima sono accomunati da un disagio simile, una scarsa coscienza di sé e l’incapacità di relazionarsi con gli altri, siano essi genitori, insegnanti o compagni. “Sia il bullo che la vittima hanno problemi relazionali – afferma il responsabile distrettuale dei Lions per il tema bullismo, Natale Caronia –. Il primo è un soggetto violento, con scarso rendimento scolastico, che in molti casi da grande cederà all’abuso di alcol e droga e imboccherà la via della criminalità. La vittima è un timido e ansioso, con un ridotto senso di sicurezza e di autostima, da adulto la sua sarà una “vita magra” .
 
Evelina Arcidiacono, componente dell’Osservatorio regionale permanente sul bullismo, istituito dall’Ufficio scolastico regionale, sfata un’opinione diffusa: “I ragazzi con handicap non sono le vittime principali, lo sono piuttosto quelli fragili”. “Bullo e vittima si inseriscono in un disagio generale – aggiunge Arcidiacono –. Per questo motivo l’Osservatorio mantiene una percezione assolutamente trasversale del fenomeno e per combatterlo, in ogni scuola sono stati creati “circoli di qualità” composti da insegnanti, genitori, associazioni e nelle scuole superiori anche da studenti. In Sicilia ne fanno parte più di settecento persone. Adesso intendiamo mettere i circoli in rete fra loro”. A dare l’input al dibattito, tenutosi al Rettorato, una considerazione: sul bullismo è necessaria una maggiore presa di coscienza, come sottolineano Caronia e il governatore del distretto Sicilia, Rosario Pellegrino. “Bisogna svegliare le coscienze sopite verso un fenomeno complesso che rischia di diventare pericoloso – dichiara il governatore –. Noi Lions vogliamo aiutare istituzioni e società civile a conoscerlo meglio”.
 
Per Caronia le colpe principali sono da attribuire alla famiglia: “Le vittime sono vittime degli errori dei genitori, che sono troppo permissivi o al contrario troppo repressivi, come i genitori dei bulli. Quest’ultimi spesso sottovalutano il fenomeno, anzi a volte sono quasi contenti di avere un figlio “capobranco”. “Il bullismo rappresenta l’allentamento dei valori di solidarietà generazionale e sociale, opposto rispetto al modello legittimo da trasmettere” dice il Rettore Roberto Lagalla sottolineando l’importanza degli insegnanti: “I giovani hanno bisogno di valori e modelli”. Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente della Provincia, Pietro Alongi: “Ai ragazzi bisogna dare il buon esempio, il bullismo si contrasta combattendo la criminalità e diffondendo la legalità”. Sul fronte delle azioni antibullismo la Provincia distribuirà nelle scuole superiori un opuscolo contenente la Costituzione italiana e la Carta dei diritti umani, che ha per motto: “Non importa chi tu sia, questi diritti sono anche i tuoi”. Segnali positivi arrivano da don Michele Pertini, parroco dello Zen: “Di questo quartiere si dicono sempre le cose brutte e non quelle belle, come il lavoro silenzioso di tantissimi, l’amore per il prossimo, la voglia di partecipare e l’attività nella chiesa, che è molto frequentata”.
 


Focus. Il bullismo si configura come reato
 
PALERMO – Anche il presidente del Tribunale per i minori di Palermo, Maria Concetta Sole, smentisce un luogo comune: “Il bullismo vero e proprio raramente si configura in reato. Il bullo non può essere considerato come un delinquente che ruba un ciclomotore o spaccia, in quanto la sua condotta non è dettata dalla “carica patrimoniale” [cioè non dalla volontà di lucrare, ndr]. Inoltre, la tipologia di reati che commette il bullo è quasi sempre a querela di parte, ma raramente le vittime denunciano”. In caso di giudizio penale, il giudice, se ci sono le condizioni, può adottare la “messa alla prova”, impegnando il minore a compiere delle attività di lavoro, studio e volontariato, o ricorrere alla mediazione penale per risolvere il conflitto fra l’autore del reato e la vittima. Entrambi le misure, se vanno a buon fine, estinguono il reato prosciogliendo il minore dai fatti addebitatigli. Il convegno sul bullismo è stato promosso nell’ambito del tema nazionale 2009-10 che vede i Lions scendere in campo contro tutte le forme di violenza, quella verso le donne e sui minori, il bullismo lo stalking, il mobbing. “Gli elementi raccolti nei meeting che terremo in quest’anno sociale saranno portati al prossimo congresso nazionale – conclude Caronia – e verranno utilizzati nella realizzazione dei Service che seguiranno, per arginare la violenza giovanile”.

Articolo pubblicato il 22 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra: Rosario Pellegrino, Roberto Lagalla (au)
Da sinistra: Rosario Pellegrino, Roberto Lagalla (au)
Michele Pertini (au)
Michele Pertini (au)
Natale Caronia (au)
Natale Caronia (au)


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