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Quotidiano di Sicilia

Ato, quanto ci costano. Sono tra i più cari d’Italia
di Rosario Battiato

Nell’Isola il record di personale assunto a tempo determinato. Impiegati, dirigenti e componenti dei Cda: mosaico di spese

Tags: Acqua, Ato, Servizi Idrici



PALERMO – Risolvere il problema dei vecchi stipendifici isolani è sempre stata una delle priorità scandite da tutte le riforme nazionali. Non ha fatto eccezione neanche l’introduzione degli Ambiti territoriali che avrebbero dovuto garantire un servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) in equilibrio adeguato tra efficienza e contenimento dei costi.

Tuttavia la situazione siciliana non ha mai permesso di tratteggiare un sistema in grado di fronteggiare giusti costi per fornire un servizio adeguato. L’ultimo rapporto “Lo stato dei servizi idrici” del Coviri (Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche) inquadra infatti una situazione non proprio limpidissima soprattutto in materia di gestione del personale.

I 9 Ato insediati (5 sottoforma di consorzio e 4 di convenzione) pagano moltissimo in termini di spesa per abitante – l’Ato Enna è tra i più cari d’Italia con 3,06 euro per abitante – mentre l’Ato Messina è il secondo d’Italia per la spesa per gli organi istituzionali pari a 465 mila euro annuali. Le spese per il personale toccano i livelli più alti a Messina (427 mila euro) e Ragusa (509 mila euro), che mantengono così livelli tra i più alti dell’intera penisola.

Ma l’Isola può vantare il record assoluto in termini di personale assunto a tempo determinato che ha toccato quota 62 unità, dato che da solo rappresenta quasi il 6% del totale nazionale del personale. Delle menzioni particolari vanno all’Ato Enna che può vantare ben 6 dirigenti e 7 impiegati, e all’Ato Ragusa che con 346.780 euro mantiene uno dei costi totali personali più elevati d’Italia. Presso l’Ato Trapani, invece, solo 2 dirigenti, ma pagati 111 mila euro all’anno a testa.

Articolo pubblicato il 23 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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