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“Vas-Via”, servizio a doppia faccia, bene all’estero, male in Sicilia
di Antonio Casa

L’ufficio dell’assessorato al Territorio “autorità ambientale” transnazionale, ma i problemi non mancano. Lo Bello: troppi arretrati per Prg e valutazioni, servono almeno 100 tecnici

Tags: Ivan Lo Bello, Prg, Michele Cimino



PALERMO - Una critica e un complimento nello stesso giorno. È quanto ha incassato il servizio 2 “Vas Via” dell’assessorato regionale all’Ambiente.
La buona notizia riguarda il ruolo prestigioso di Autorità ambientale nei programmi di cooperazione transfrontaliera Enpi Italia-Tunisia, e di cooperazione territoriale Italia-Malta approvati dalla Commissione europea.
L’obiettivo generale del programma, che coinvolge le cinque province siciliane delle zone costiere del sud e gli otto governatorati tunisini delle coste nord-est e nordovest, è di “promuovere l’integrazione economica, sociale, istituzionale e culturale tra i territori siciliani e tunisini, accompagnando un processo di sviluppo sostenibile congiunto attorno ad un polo di cooperazione transfrontaliera”; nel programma con Malta, il servizio finanzia le infrastrutture, gli investimenti produttivi che creano occupazione, i progetti di sviluppo locale a favore delle piccole e medie imprese.
A fronte di questi riconoscimenti internazionali, il servizio 2 “Vas Via” ha ricevuto il rimprovero del presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, sullo stato degli iter dei Piani regolatori generali  e sulle valutazioni previste dalle norme. Ritardi che si traducono in danni economici per numerose aziende nell’Isola.

“Il servizio 2 Via-Vas dell’assessorato Territorio, che rilascia il parere di valutazione ambientale sugli investimenti e sui Piani regolatori, è strategico per il funzionamento dell’amministrazione regionale e per lo sviluppo dell’economia della Sicilia - ha affermato Lo Bello al termine dell’incontro fra decine di aziende associate con il dirigente generale dell’assessorato, Rossana Interlandi - , ma e’ sottodimensionato e ha accumulato migliaia di pratiche arretrate, con investimenti per alcuni miliardi di euro fermi anche sin dal 2004 in attesa di un parere”.
Lo Bello si è rivolto agli assessori regionali alla Presidenza e al Bilancio, Giovanni Ilarda e Michele Cimino: “Occorre uno sforzo straordinario, con l’assegnazione di almeno 100 tecnici competenti, per smaltire l’arretrato in tempi brevi e per consentire al servizio di operare nella normalità, di ridurre il contenzioso e di dare certezze a chi vuole fare investimenti in Sicilia”.

Concorda l’assessore regionale al Bilancio, Michele Cimino. “Mi adopererò - ha detto Cimino - affinchè venga rinnovato il contratto dei 100 tecnici del servizio 2 Via-Vas per smaltire tutto l’arretrato in tempi brevi”.
Secondo un’inchiesta pubblicata il 13 febbraio nel Quotidiano di Sicilia su 390 comuni, soltanto 140 hanno gli strumenti urbanistici “vigenti”. Il 65% è con il piano scaduto. Una percentuale che si abbassa al 60%, volendo considerare quelle carte che stanno finalmente completando un iter che dura da anni, spesso da decenni.
È quanto emergeva dall’ultimo monitoraggio compiuto dal dipartimento Urbanistica dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. Sotto accusa anche la farraginosità della legge regionale 71 del 1978, oramai non più rispondente alle esigenze.

Articolo pubblicato il 16 maggio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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