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Art. 37 Statuto: l’Ires va alla Regione
di Giovanna Naccari

Il Governo regionale ha risposto, nella seduta Ars del 14 aprile, a un’interrogazione presentata da Barbagallo (Pd). In attesa del decreto ministeriale di attuazione, sulla cui bozza l’Ufficio legale ha dato parere favorevole

Tags: Ires, Statuto Siciliano, Giulio Tremonti, Michele Cimino, Giovanni Barbagallo



PALERMO - Lo Stato deve trasferire alla Regione le quote di gettito Ires come stabilisce l’articolo 37 dello Statuto. Inoltre, alla Sicilia, va trasferita “simmetricamente” solo la funzione di riscossione del tributo.
L’Ufficio legale regionale, la scorsa settimana, (si apprende dal dipartimento Finanze) ha confermato l’orientamento dell’amministrazione di Palazzo d’Orleans, giudicando positiva la posizione assunta con il ministero dell’Economia nella questione delle imposte sulla quota di reddito prodotta dagli stabilimenti ed impianti presenti nel territorio, ma con sede legale fuori dall’Isola.

Gli uffici del ministro Giulio Tremonti hanno inviato a Palermo una bozza di decreto per attuare il trasferimento delle risorse e, adesso, si fanno i conti in attesa di un tavolo di confronto per mettere un punto nel rapporto finanziario stabilito nella carta costituzionale.
La tabella di marcia è stata aggiornata dall’assessore all’Economia, Michele Cimino durante una seduta dell’Ars. Il componente della giunta di governo ha risposto ad un’interrogazione dell’onorevole Giovanni Barbagallo (Pd), vice presidente della commissione Statuto.

Barbagallo ha rilevato che “Il diritto della Regione siciliana a percepire l’imposta sulla quota di reddito è stato riaffermato con il decreto legislativo 241/2005 e con la sentenza della Corte costituzionale 145 del 2008”, fugando “ogni dubbio interpretativo” sul criterio di simmetria che “riguarda la specifica ipotesi di trasferimento dallo Stato alla Regione delle funzioni in materia di riscossione delle imposte come conseguenza della devoluzione di quote di competenza fiscale dallo Stato, e non l’ipotesi di funzioni diverse da quelle della riscossione”.

Il passaggio dell’interrogazione fa riferimento a dubbi che erano sorti tra Stato-Regione in riferimento ad altri trasferimenti in simmetria di funzioni, quali pubblica istruzione, sanità, assistenza, che avrebbero determinato “oneri tendenzialmente in aumento”.
Quali sono “le ragioni per le quali a tutt’oggi non sia stato presentato ancora ricorso al giudice per il riconoscimento di risorse costituzionalmente garantite”, ha chiesto Barbagallo. 

L’assessore all’Economia, Michele Cimino, ha ricordato che “questa amministrazione regionale ha più volte formalmente rappresentato agli Uffici ministeriali l’adozione del decreto dirigenziale, al quale sono subordinati gli effetti della nuova norma di attuazione dell’articolo 37”. Un atto che deve essere scritto “d’intesa con questo assessorato”.

Cimino ha ricordato l’accordo raggiunto a Roma nel 2008 per calcolare la quota Ires da attribuire alla Sicilia, individuandolo in quello usato per la ripartizione Irap su base regionale. Infine, ha detto che è arrivata la bozza del decreto. Seguirà il tavolo tecnico per affrontare congiuntamente “le questioni di maggior rilievo”. Intanto la Regione ha incassato il sì dall’Ufficio legale. 

Articolo pubblicato il 24 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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