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Quotidiano di Sicilia

Palermo - I 5 milioni di euro per tornelli e vigilanza finiscono nella polemica all’Asp6
di Luca Insalaco

Dopo il potenziamento dei controlli che si intende realizzare nelle varie strutture ospedaliere. La Cisl: potevano essere investiti per dare lavoro a 120 operatori sanitari

Tags: Palermo, Cisl Sicilia, Massimo Farinella, Sanità



PALERMO – Incombono gravi pericoli per la sicurezza delle strutture sanitarie palermitane? E in questo caso, sono tali da giustificare una spesa da 5 milioni di euro annui per potenziare i controlli? Se lo chiede la Cisl Sicilia, dopo aver appreso che l’Azienda Sanitaria Provinciale ha avviato le procedure per dotare i presidi ospedalieri e territoriali di nuovi sistemi di sicurezza: tornelli elettronici ed un servizio di vigilanza affidato ai privati, per una spesa di cinque milioni di euro all’anno. Troppi, secondo Massimo Farinella, segretario generale della Cisl medici Sicilia, per il quale, visto che “l’ipotesi di incursioni armate, attacchi bioterroristici o attentati kamikaze contro ambulatori e strutture sanitarie, è assai remota, sarebbe molto più utile alla collettività che quella somma di denaro fosse spesa per dare priorità, anche attraverso nuova occupazione, alla lotta al disagio sociale e alle disabilità”.

In particolare, tali risorse potrebbero essere impiegate “per dare lavoro ad almeno 120 operatori sanitari non medici, di vari profili professionali: dagli infermieri ai terapisti della riabilitazione agli ausiliari specializzati”.  In pratica - spiega il sindacalista, primario di malattie infettive al Cervello del capoluogo - i tecnici assunti dall’Asp 6 potrebbero “garantire assistenza anche in regime domiciliare, ad anziani, soggetti deboli e pazienti cronici, dando finalmente il via, in concreto, alla tanto attesa medicina territoriale”. E questo traguardo, sarebbe assai più importante anche rispetto alla “onnipresente crociata contro i fantomatici fannulloni”.
 
A proposito, poi, della campagna avviata dal ministro Brunetta per controllare i dipendenti pubblici “è di tutta evidenza – precisa Farinella - che comportamenti omissivi e non in linea con il buon andamento delle amministrazioni pubbliche, debbano essere verificati e sanzionati. Ma questo deve avvenire nel rispetto delle procedure previste dai contratti”. Il segretario della Cisl medici, dopo aver sollecitato l’Asp 6 a una riflessione circa lo “spostamento di risorse ed energie dall’ospedale ai servizi territoriali”, ribadisce quindi l’invito all’Azienda a “rinviare a tempi migliori, il cosiddetto progetto sicurezza”. “In tempi di magra – conclude - un po’ di buon senso, non guasta”.
 


La risposta. Per l’Azienda si tratta solo di un progetto
 
PALERMO – Si tratta solo di un progetto di fattibilità per tutelare i dipendenti dell’Azienda, la cui esistenza, peraltro, è trapelata da una “nota interna” dell’Azienda. Risponde così la Direzione dell’Asp palermitana alle critiche mosse dalla Cisl su un piano sicurezza “che rappresenta esclusivamente la base progettuale eventualmente da sviluppare e integrare”.
“Lo scopo di tale iniziativa – spiegano da via Cusmano - è, principalmente, quello di tutelare e garantire condizioni di reale sicurezza ai dipendenti che, spesso, si sono lamentati per i numerosi furti registratisi nelle varie strutture e per l’intrusione nei locali aziendali di persone prive di validi motivi”. “La stima dei costi a cui fa riferimento Cisl – precisano inoltre dall’Asp Palermo - comprende pure la spesa per un sistema di vigilanza attualmente in funzione e che, per la sua natura parziale, risultata chiaramente poco efficace”.

Articolo pubblicato il 24 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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