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La Santa Chiesa ed il Santo silenzio
di Carlo Alberto Tregua

Tags: Papa Benedetto XVI, Chiesa, Santa Sede, Vaticano



Dobbiamo preliminarmente ricordare che il Vaticano è uno Stato estero, che il Papa ne è il suo capo e che gli oltre mille abitanti del minuscolo territorio sono legalmente considerati stranieri. Poi, come accade a tante questioni italiche, tutto questo si ignora quando vi è la convenienza di farlo per interessi di corporazioni,  legati a doppio filo con le gerarchie straniere di quello Stato.
 Che Ratzinger sia a capo di una comunità religiosa, con oltre un miliardo di iscritti, non significa che possa intervenire nelle questioni italiane a suo piacimento, pur nascondendosi dietro il paravento dei precetti cattolici. Peraltro, come è noto, essi sono raggruppati nel Codice canonico che è una legge di quello Stato, per nulla imperativa nei confronti dei cittadini italiani. Che poi alcuni di essi vogliano seguire spontaneamente le indicazioni religiose del cattolicesimo non significa che anche gli altri debbano fare altrettanto. Ognuno si regola secondo la propria coscienza e la propria sensibilità. 

I ripetuti scandali sulla pedofilia sono avvenuti in tutto il pianeta: Stati Uniti, Irlanda, Germania, Francia, Gran Bretagna, Norvegia e via enumerando. Hanno persino sfiorato Georg Ratzinger, fratello del Papa. Il paragone fra pedofili, ebrei  ed omosessuali è stato un passo falso che tutta l’opinione pubblica mondiale ha sanzionato con pesantezza.
La questione più grave della Chiesa cattolica, in questi decenni, è stata la politica del silenzio, ovvero l’ipocrisia di negare fenomeni umani di tanti preti che si sono serviti della posizione di educatori per infliggere pene psicologiche e fisiche a tanti bambini e giovani. Una vergogna in sè, tanto più grave, se commessa da chi ha preso i voti religiosi.
Ratzinger ha adottato la mano  dura costringendo molti dei suoi soldati e generali a confessare l’ignominia. Questo gli rende merito. Ma altrettanto doveva fare quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede o prima ancora da cardinale. Allora, invece, contribuì invece all’ipocrito silenzio. La teoria che i panni sporchi si lavino in famiglia è il peggio che possa sostenersi perchè finchè non si portano alla luce del sole le nefandetezze, esse marciscono, ma non vengono mondate.
 
La Chiesa cattolica, come le altre chiese cristiane, fa riferimento ad un essere superiore che è Dio, esattemente come le altre religioni monoteiste, come quella islamica e l’altra ebraica. La divisione fra tante religioni non mette in discussione il credo di un essere superiore, di uno Spirito presente fra le povere cose umane, ma anche in quelle dell’intero universo. Certo, ci sono gli atei che credono alla morte come punto terminale di ogni cosa fisica .
Ora, il libero arbitrio di cui ciascuno di noi è dotato gli consente di fare le proprie considerazioni sulle vicende di questi ultimi cinquant’anni, ma anche su quelle del Medio Evo, quando la Santa Inquisizione, per un lungo periodo in cui regnarono trentatre papi, uccise oltre trecentomila persone in nomine Christi. Una vergogna che viene spesso nascosta unitamente a quella clamorosa della minaccia di morte a Galileo Galilei perchè abiurasse una solare verità: la terra girava attorno al sole e non viceversa.

Che il Vaticano non voglia consentire il matrimonio dei preti, l’uso del preservativo anche per i malati di Aids, l’accoglimento dei divorziati nelle Chiese, non è un comportamento che tiene conto della natura umana. E si sa che l’uomo non vive di solo spirito perchè funziona meglio in un giusto equilibrio fra fisicità ed energia.
Quando vediamo i principi della Chiesa con catene d’oro, anelli vistosi, paramenti clamorosamente ricchi non crediamo che questa rappresentazione di opulenza corrisponda ai principi biblici ed evangelici. Vorremmo, molto modestamente, che essi si confacessero ai comportamenti francescani o alle illuminate indicazioni di Agostino di Tagaste (354-430) nonchè a quelli di San Tommaso Moro (1478-1535).
E vorremmo, sempre molto modestamente, ascoltare omelie di preti intelligenti che applicano i principi morali antecedenti a quelli cattolici alla vita di tutti i giorni. La gente è stanca di sentire inutili e ripetitive litanie. Vorrebbe capire, invece, come e perchè sia indispensabile spendere bene la propria vita per affrontare bene la propria morte. Due facce della stessa medaglia.

Articolo pubblicato il 29 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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