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Pa: pubblicare rendiconti trasparenti
di Massimo Mobilia

Sulla Gurs n. 19 del 2010 la circolare dell’assessorato Economia sulla “Disciplina del risultato di amministrazione”. Per gli enti pubblici un avanzo sistematico è un’anomalia: contribuenti gravati più del necessario

Tags: Pa, Enzo Emanuele



PALERMO – L’assessorato regionale dell’Economia ha emesso una circolare sulla “Disciplina del risultato di amministrazione”, che è stata pubblicata sulla Gurs n. 19 del 16 aprile 2010. Il documento, firmato dal ragioniere generale della Regione, Enzo Emanuele, è rivolto ai dipartimenti regionali, agli enti pubblici istituzionali regionali e, per conoscenza, alla Corte dei Conti siciliana e a tutti i Collegi dei revisori dei conti degli enti pubblici regionali.

Il nuovo regolamento si propone di chiarire con attenzione le modalità tecniche che gli enti pubblici sono tenuti a seguire nel momento in cui devono calcolare il risultato di amministrazione. A tal proposito, viene ribadito che il bilancio di un ente pubblico, che trae le risorse economiche principalmente dai contribuenti attraverso sistemi di tassazione diretta o indiretta, dovrebbe risultare sempre in pareggio. Almeno in linea di principio. Il prelievo dei mezzi finanziari, infatti, deve trovare giustificazione nella erogazione di risorse esattamente corrispondenti, per soddisfare i servizi pubblici. Per questo motivo, la Regione invita ancora una volta gli enti pubblici, a non comportarsi come i privati, che ricercano l’avanzo di bilancio per aumentare il proprio patrimonio, ma di soddisfare le finalità pubbliche. Un avanzo sarebbe quindi sintomo di un’anomalia, perché indicherebbe che i contribuenti sono gravati oltre il necessario, cioè pagano tasse più del dovuto, o che alcuni servizi risultano insoddisfatti.

Al rendiconto generale dell’esercizio finanziario, gli enti devono poi descrivere la situazione amministrativa risultante alla fine di ogni anno, secondo uno schema specifico che si trova allegato alla circolare. In esso, deve essere evidenziata la consistenza di cassa iniziale, con gli incassi e i pagamenti fatti nell’esercizio, distinti in conto competenza e conto residui; da indicare poi il saldo di cassa a chiusura dell’esercizio, con i residui attivi e passivi distinti tra quelli dell’esercizio attuale e quelli degli esercizi precedenti. Da queste voci scaturirà il risultato finale di amministrazione.

Considerando che dalle rilevazioni degli uffici regionali, la maggior parte degli enti pubblici non segue correttamente le disposizioni in tema di bilanci, la Regione obbliga inoltre a fornire un prospetto sulla destinazione dell’avanzo di amministrazione, dove vanno specificate le somme vincolate e le preventive assegnazioni. 

Articolo pubblicato il 29 aprile 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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