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L’Unione europea chiamata a promuovere l’integrazione
di Grazia Ippolito

Tags: Vincenzo Scotti



Il ministro degli Affari esteri Frattini, durante il nostro forum, ha dichiarato che, nel 2009, gli ingressi di immigrati clandestini sono stati ridotti del 90%, passando da 20.000 a 2.500. Cosa può dirci sulle azioni di respingimento dei clandestini?
“L’attuale governo ha raggiunto due importanti risultati. Innanzitutto ha posto con forza, in sede comunitaria, la necessità di una politica europea nei confronti del fenomeno dell’immigrazione. In secondo luogo, ha avviato un dialogo con i Paesi che si affacciano sulla sponda meridionale del Mediterraneo, per giungere ad accordi che li coinvolgano in prima linea nelle azioni di controllo e pattugliamento. Obiettivo prioritario è evitare che sia la criminalità organizzata a gestire il traffico degli immigrati. Tali accordi hanno già favorito la notevole riduzione del flusso di clandestini di cui ha parlato il ministro Frattini”.

In che modo, a suo avviso, la Comunità europea deve intervenire per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina?
“Mancano, sia a livello locale che comunitario, le politiche di integrazione. L’Unione europea deve promuovere azioni volte a favorire l’integrazione tra i paesi del Mediterraneo, compresi quelli extracomunitari. Le città europee sono ormai multietniche e multireligiose, chi le governa non può prescindere dal promuovere azioni politiche che ben si collochino nel nuovo contesto globalizzato.
Lo scorso 28 settembre, in sede comunitaria, L’Italia ha proposto l’organizzazione di una conferenza mondiale sul tema della città multietnica, affinché l’Unione europea giunga a una risoluzione che si basi sui principi dell’integrazione e della convivenza pacifica nelle città. Molte università italiane stanno già lavorando all’organizzazione dell’evento che si svolgerà entro i primi mesi del 2011”.

Articolo pubblicato il 01 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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