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Quotidiano di Sicilia

Internazionalizzare le università e gli studenti
di Grazia Ippolito

Tags: Vincenzo Scotti



Un tema che le sta particolarmente a cuore è quello dell’internazionalizzazione dell’università. In che modo promuoverla?
“Il futuro della nostra Università è la sua internazionalizzazione. Il processo di crescita del nostro Paese passa necessariamente attraverso la formazione, la ricerca e l’innovazione. È necessario che le università del Mediterraneo siano maggiormente coordinate tra loro e promuovano un’offerta formativa che esalti le eccellenze.
Nel nostro Paese le eccellenze non mancano, tuttavia l’Italia rimane sempre in coda nelle classifiche di valutazione degli standard qualitativi delle università. Questo accade perché manca la sinergia tra le varie realtà accademiche, sia in contesto nazionale che mediterraneo. Bisogna dunque favorire la mobilità dei nostri studenti evitando, allo stesso tempo, la fuga dei cervelli”.

Gli studenti stranieri, provenienti dai pesi mediterranei, vengono a studiare in Italia?
“È bassissimo il numero degli studenti che vengono a studiare in Italia. La maggior parte di essi predilige le facoltà inglesi e americane. Mancano in Italia adeguate strutture di accoglienza per studenti e docenti che vogliono venire da fuori.
Spesso si pensa che l’erogazione di borse di studio sia lo strumento migliore per attrarre giovani stranieri.
In realtà, anche nei Paesi mediterranei, esiste una fascia medio-alta di studenti disposti ad affrontare una spesa onerosa pur di ricevere la formazione accademica in un paese occidentale.
Occorre innescare un circolo virtuoso volto a favorire lo scambio e l’integrazione a partire dalle università, perché è all’interno di queste che si forma classe dirigente del futuro”.

Articolo pubblicato il 01 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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