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Quotidiano di Sicilia

Cumulo di cariche contrasta efficienza e imparzialità
di Alessandro Petralia

Violazione del dettato degli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione. La Regione siciliana aveva chiesto l’inamissibilità del giudizio



Il contrasto con alcuni articoli della Costituzione Italiana ha originato la bocciatura della normativa in questione da parte della Consulta.
 
“Non vi è dubbio – si legge infatti nel dispositivo della sentenza - che la legge regionale n. 22 del 2007, abrogando l’art. 62 della legge regionale n. 29 del 1951 ed in particolare la previsione della incompatibilità sopravvenuta per avere il deputato regionale assunto durante il suo mandato l’incarico di sindaco o di assessore comunale, ha posto in essere (senza che fosse palesata alcuna specifica ragione) una disciplina che si allontana da una linea di tendenza ben radicata nell’ordinamento giuridico”.
 
In particolare è stato ravvisato come il cumulo di cariche si ripercuota negativamente sull’efficienza e l’imparzialità delle funzioni, cozzando così col dettato del art. 97 della Costituzione (oltre che con gli articoli 3 e 51).
Certo il giudizio della Consulta non piacerà ai nostri onorevoli; basti pensare al fatto che contro la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale ordinario di Palermo con ordinanza del 23 gennaio 2009 proprio la Regione Siciliana era intervenuta nel giudizio chiedendone l’inammissibilità, poi respinta dalla Consulta. Sentenza, come tutte quelle della Corte Costituzionale, definitiva ed inappellabile. Ci si chiede però perché lo stesso principio non debba essere trasposto al Parlamento nazionale, come ha già sottolineato Giampiero D’Alia, capogruppo dell’Udc al Senato: “Credo che un momento di riflessione sia necessario, e spero che non ci sia un atteggiamento di chiusura, dinanzi alle istanze di prevenzione del conflitto di interessi insito nel doppio incarico”. Esempio lampante e vicino è quello di Raffaele Stancanelli, senatore dal 2008 ed al contempo sindaco di Catania.

Articolo pubblicato il 01 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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  • All’Ars deputati “stakanovisti” -
    Due cariche. Deputato pure assessore o sindaco o presidente di Provincia.
    Incostituzionale. L.r. n. 29/1951 modificata dalla l.r. n.22/07, che non prevede incompatibilità tra ufficio di deputato e il successivo di sindaco o assessore di Comune con più di 20 mila abitanti.
    Già dimessi. Giovanni Ardizzone (Udc) e Fortunato Romano (Mpa), rispettivamente vice sindaco e assessore al comune di Messina, si sono dimessi subito dopo la sentenza della Consulta.
    (01 maggio 2010)
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