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Catania - Parco Gioeni, regna l’abbandono e di controlli nemmeno l’ombra
di Antonio Borzì

Servirebbero interventi rapidi e una vigilanza maggiore, soprattutto durante le ore notturne. Sporcizia, erbacce e siringhe abbandonate in uno dei polmoni verdi della città

Tags: Ambiente, Rifiuti



CATANIA - Sette ettari di parco abbandonati al proprio destino e usati per i soliti fini illeciti. Sesso a pagamento e droga nel luogo dove i catanesi potevano rilassarsi in pieno centro, in quel polmone che domina dall’alto via Etnea, dove la manutenzione non esiste più e la sicurezza è una parola ormai dimenticata: il Parco Gioeni.
Se si entra dall’ingresso secondario ci si rende subito conto di come l’abbandono abbia preso il sopravvento nei confronti dei, pochi rispetto all’estensione della zona, addetti alla manutenzione. Le sterpaglie hanno quasi completamente ricoperto gli antichi percorsi che dovevano portare alle varie aree attrezzate.

Anche in queste zone il quadro è preoccupante e, salvo alcune eccezioni, i vandali hanno fatto di questo parco il loro territorio principe. Beffardi cartelli ricordano che la zona è protetta da un servizio di videosorveglianza che può nulla o quasi nei confronti degli sbandati che, soprattutto di notte, prendono d’assalto l’area.
Ovviamente ci riferiamo a chi, senza troppo affanno, riesce a drogarsi in pieno centro e all’aria aperta nel paradossale scenario di questo parco abbandonato. Il risultato sono le numerose siringhe che si possono trovare nei diversi spiazzi. Fra le panchine, vicino i bagni: insomma, ovunque vi sono i resti di questa triste e non combattuta realtà. Un altro tassello che si aggiunge ai luoghi abbandonati di Catania e presi in adozione dai drogati come Vulcania, via Bernini e via dicendo. Luoghi simbolo del degrado in pieno centro. Non realtà periferiche, dunque.

Il parco Gioeni soffre anche in quel verde che doveva essere il suo punto di forza. Ormai, e non è ancora arrivata la stagione estiva, la maggior parte dei giardini è avvolto dalle sterpaglie. Tutta l’erba è secca e, anche in questo caso, i vandali sono diventati gli assoluti protagonisti rompendo i sistemi di irrigazione.
Ma non tutto si può addurre agli sbandati. Si assiste anche a un’evidente carenza di manutenzione. L’abbandono di transenne, i parchi giochi con altalene rotte da tempo, la sporcizia ovunque agevolata dai pochi cassonetti a disposizione, i cartelli avvolti dalla ruggine, sono i segnali chiari di come sia necessario un ingente intervento del Comune per salvare la zona.
Gli operai che svolgono il proprio dovere nella zona sono pochi per gestirla. Ovviamente, concentrano i propri sforzi nelle zone principali lasciando però in questo modo ampie zone in mano a soggetti poco raccomandabili.

Oggi, al parco Gioeni, domina la paura dei cittadini onesti che, a causa di questo timore, preferiscono non usufruire di una delle poche risorse verdi che può offrire questa città. Sarebbe utile, dunque, sviluppare un dibattito anche su questa realtà prima che sia troppo tardi e diventi, o forse già lo è diventato, il regno incontrastato di chi vuole solo distruggere le cose buone di Catania.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Una delle tante siringhe che si trovano nel parco (ab)
Una delle tante siringhe che si trovano nel parco (ab)
Panchine inghiottite dalle sterpaglie (ab)
Panchine inghiottite dalle sterpaglie (ab)