Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L’Asca e il “rapporto di prova” sugli alimenti
di Cettina Mannino

Il processo inverso: i controlli per i prodotti in uscita dall’Isola. I produttori devono sottoporre ad analisi frutta e verdura

Tags: Agricoltura, Asca, Esa



PALERMO – Ma come fanno, invece, i prodotti della Sicilia ad uscire dall’Isola? I produttori che intendono esportare un determinato prodotto lavorato, ad esempio l’olio, oppure semplice, come il ficodindia, devono sottostare a diverse fasi di controllo. Per questa è nata l’A.s.c.a. , Agenzia per la Sicurezza e il Controllo Alimentare, unico ente in grado di rilasciare il rapporto di prova sugli alimenti, ex certificato analisi, riconosciuto in tutto il mondo. E questo al produttore costa. “I controlli effettuati dall’ente – spiegano dagli uffici dell’A.s.c.a. dell’assessorato alle Risorse Agricole della Regione Sicilia-  non sono  di tipo ispettivo. In pratica è lo stesso produttore che sottopone i propri prodotti ad analisi chimico-fisiche e batteriologiche presso i nostri laboratori”.
 
I primi due centri sono stati realizzati a Palermo e Catania per volontà dell’Esa, Ente sviluppo agricolo controllato dalla Regione Sicilia, nel 2005, inoltre, l’assessorato alle Risorse Agricole ha aperto una sede ad Ispica, in provincia di Ragusa. L’Agenzia, che fa capo all’Autority europea Efsa, ha anche il compito di svolgere attività di comunicazione e informazione per stabilire un rapporto ottimale tra “sapere e salute alimentare” affinché il cittadino sia reso responsabile delle sue scelte alimentari, insieme agli altri protagonisti della filiera. L’etichetta A.s.c.a. assicura l’eccellenza, la tipicità e la sicurezza dei prodotti. L’A.s.c.a.  svolge in pratica un’attività di “garante” con i prodotti ortofrutticoli e vinicoli siciliani e il suo “copyright”  favorisce una migliore collocazione sui mercati internazionali. Il produttore siciliano dunque deve sottostare a regole e costi ben precisi mentre via mare o terra arrivano prodotti della quale non si conosce la provenienza.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • Cibi importati: costosi e a rischio -
    Agricoltura. Sicurezza alimentare vigilanza insufficiente.
    Controllori. Il compito di controllare la merce che entra nell’Isola spetta a diversi enti: dai Nas al Nucleo antisofisticazione della GdF e ancora dall’Ispettorato regionale alla Sanità a quello alle Risorse Agricole.
    500 unità. Intanto dall’assessorato alle Risorse Agricole della Regione promettono una squadra di 500 dipendenti che si occuperà di controllare la qualità della merce che entra nell’Isola.
    (04 maggio 2010)
  • L’Asca e il “rapporto di prova” sugli alimenti -
    Il processo inverso: i controlli per i prodotti in uscita dall’Isola. I produttori devono sottoporre ad analisi frutta e verdura
    (04 maggio 2010)
  • Cresce l’import di frutta in crisi i produttori locali -
    Dati preoccupanti quelli presentati dall’Ismea per l’ultimo anno. Catania e Ragusa le province in cui si importa di più
    (04 maggio 2010)


comments powered by Disqus