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Censimento generale 2011, l’organizzazione è ferma
di Alessio Petrocelli

Tags: Enrico Giovannini, Istat



Èprevisto un censimento generale per il 2011, a che punto siete?
“Questo è un punto importante e credo veramente che Governo e Parlamento debbano finanziare i censimenti generali della popolazione previsti per il 2011, ad oggi non ancora indetti né finanziati.
Lei può immaginare cosa vuol dire ripartire la distribuzione delle risorse su dati per esempio delle anagrafi, che sappiamo non essere aggiornati.
Il rischio è quello di fare danni gravi perché i dati del censimento servono a rivedere le anagrafi, a definire il numero dei consiglieri comunali, i trasferimenti, le risorse.
Senza un censimento serio nel 2011, tra l’altro a valle della crisi che abbiamo passato rischiamo veramente di avere danni gravi”.

Quali sono i costi da sostenere per il censimento del 2011?
“Il censimento della popolazione, delle abitazioni, delle attività economiche e del no-profit costa circa 600 mln di euro, una cifra importante anche per la complessità della macchina organizzativa.
Il problema è che siamo giunti a diciotto mesi dalla data prevista per il censimento e ancora non si è fatto nulla, normalmente le leggi per i censimenti venivano emanate almeno due anni e mezzo prima.
Siamo già a rischio di non poter rispettare le scadenze con un aggravante, a partire da quest anno il censimento è anche un adempimento comunitario e quindi è una legge obbligatoria, se non ottemperata dai paesi membri scattano multe molto salate, e quindi il costo di non farlo è praticamente pari al costo di farlo”.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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