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Quotidiano di Sicilia

Mezza Sicilia imbavagliata dalla Pubblica amministrazione
di Dario Raffaele

Tags: Pec, Pa, Renato Brunetta



Sono ancora numerosi i casi di Pubbliche Amministrazioni non ancora in regola con gli obblighi di legge sulla pubblicazione degli indirizzi di Pec sul proprio sito istituzionale così come nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it). All’indomani del PEC-Day  (26 aprile, giorno in cui a 50 milioni di italiani è stata data la possibilità di dotarsi di una propria casella di Posta elettronica certificata), resta quindi alto il rischio che molti cittadini si trovino nell’impossibilità di dialogare via Pec con le loro amministrazioni.

Le Amministrazioni inadempienti non hanno più alibi, dal momento che già cinque anni or sono il Codice dell’amministrazione digitale (Decreto Legislativo n. 82 del 7 marzo 2005) prevedeva che tutte le Pubbliche amministrazioni dovessero istituire una casella di Pec per ogni registro di protocollo. È inoltre previsto l’obbligo per le PA di pubblicare gli indirizzi Pec nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it) e di aggiornare tali indirizzi e le informazioni relative. Molto spesso queste ultime detengono da diverso tempo gli indirizzi di PEC ma si rifiutano di pubblicarli per non dover poi adeguatamente riorganizzare i propri uffici nell’azione di risposta tempestiva alle richieste dei cittadini. A questo proposito è utile ricordare come la “Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione”(Decreto Legislativo n.150 del 27 ottobre 2009) prevede che il mancato assolvimento degli obblighi relativi alla PEC influisca negativamente ai fini della valutazione della performance individuale e organizzativa per la corresponsione della retribuzione di risultato ai dirigenti degli uffici preposti.

Gli enti senza la Pec
La Regione siciliana risulta tra quelle che si sono impegnate a pubblicare “nelle prossime ore” almeno una Pec. Ad oggi non ha dato comunicazione al Ministero e nell’home page del proprio sito istituzionale non c’è alcun riferimento (contrariamente a quanto previsto dalla legge) ad indirizzi di Pec validi con cui poter dialogare.
Tra le Province regionali siciliane non sono fornite di Pec la Provincia di Messina e quella di Siracusa. Si sono impegnate ad attivarla “entro le prossime ore” la Provincia regionale di Enna e quella di Ragusa.
Tra i Comuni capoluogo siciliani sono ad oggi inadempienti quelli di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. I Comuni di Ragusa e Siracusa si sono impegnati a pubblicare un indirizzo di Pec “nelle prossime ore”.
Ultima nota per le Università: tutti e quattro gli atenei siciliani (Università di Catania, Università di Palermo, Università di Messina e Università Kore di Enna) risultano ancora inadempienti verso il Ministero non avendo comunicato l’attivazione della Pec.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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