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Con la Firma digitale autenticati tutti i documenti elettronici
di Giovanna Caruso

Il nostro ordinamento ne riconosce efficacia nel codice della P.A. digitale. Un sistema crittografico garantisce la riservatezza dei messaggi

Tags: Pa, Pec



La firma digitale, dal punto di vista informatico rappresenta un sistema di autenticazione di documenti digitali tale da garantire non ripudio. La nozione di firma digitale in Italia ha anche un’accezione giuridica, in quanto individua quel tipo di firma che può essere apposta ai documenti informatici alla stessa stregua di come la firma autografa viene apposta ai documenti tradizionali.
Il sistema per la creazione e la verifica di firme digitali sfrutta le caratteristiche della crittografia asimmetrica. Un sistema crittografico garantisce la riservatezza del contenuto dei messaggi, rendendoli incomprensibili a chi non sia in possesso di una “chiave” ( intesa secondo la definizione crittologica) per interpretarli.

Nei sistemi crittografici a chiave pubblica, ogni utente ha una coppia di chiavi: una chiave privata con la quale può decifrare i messaggi che gli vengono inviati e firmare i messaggi che invia, ed una chiave pubblica che altri utenti utilizzano per cifrare i messaggi da inviargli e per decifrare la sua firma e stabilirne l’autenticità. Per ogni utente le due chiavi vengono generate da un apposito algoritmo con la garanzia che la chiave privata sia la sola in grado di poter decifrare correttamente i messaggi cifrati con la chiave pubblica associata e viceversa.

In pratica avviene quanto segue:il mittente utilizza la chiave pubblica del destinatario per la cifratura del messaggio da spedire, quindi spedisce il messaggio cifrato al destinatario; il destinatario riceve il messaggio cifrato ed adopera la propria chiave per ottenere il messaggio “in chiaro”. Tale sistema viene utilizzato anche per i documenti informatici firmati, giuridicamente validi. Attenzione, però, nonostante nel diritto vigente esistano diversi tipi di firme elettroniche, il nostro ordinamento riconosce piena efficacia soltanto a quella che corrisponde ai massimi criteri di garanzia, disciplinati dal codice della pubblica amministrazione digitale (decr. lgs. N. 82/05)  Deve trattarsi, infatti, di firme basate su certificato rilasciato da certificatore qualificato ovvero da certificatore accreditato presso il Centro nazionale per l’Informatica nella pubblica amministrazione.

Avv. Giovanna Caruso
Collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 08 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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