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Quotidiano di Sicilia

Catania - Un giro di vite sulle partecipate per migliorare i servizi pubblici
di Melania Tanteri

Occorre adeguare gli assetti societari delle aziende ai recenti interventi legislativi nazionali. Lo ha chiesto con un’apposita mozione la II Commissione consiliare permanente

Tags: Catania, Partecipate



CATANIA - Consigli di amministrazione in cui siedono le stesse persone, un numero di dipendenti enorme, emolumenti e stipendi molto più alti rispetto alla media e una mole di debiti enorme. In tutto questo, i servizi pubblici rimangono al palo e le società partecipate dal Comune ancora prive di un dettagliato Piano industriale che possa rilanciarle e trasformarle in aziende efficienti.
 
È questa la fotografia del settore dei servizi a Catania, evidenziata da più parti negli ultimi mesi, riportata all’attenzione di media e popolazione dalle agitazioni e dalle proteste degli stessi lavoratori, e ribadite, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, dalla II Commissione consiliare permanente che, a tal proposito, ha depositato una mozione sul rilancio e sviluppo delle società partecipate del Comune. I consiglieri della Commissione, appartenenti a più schieramenti politici, anche di opposizione, chiedono al Consiglio di impegnare, attraverso il proprio voto, il “sindaco e l’amministrazione comunale a completare il complesso lavoro svolto in ordine alle strategie da adottare per il rilancio e lo sviluppo delle partecipate attraverso la definizione, al più tardi entro la fine dell’anno 2010, di un dettagliato piano che contempli tempi e modalità affinché la città possa finalmente dotarsi di un efficiente sistema di gestione dei servizi pubblici”.

La richiesta avanzata non è soltanto quella di predisporre e presentare i Piani industriali delle società, ma anche quella di adeguare gli assetti societari delle partecipate ai recenti interventi legislativi nazionali, per offrire un servizio pubblico efficiente. Infine, si legge nella stessa mozione, che, anche a seguito di numerose vertenze sindacali, sia opportuno dimostrare chiarezza, in termini di sviluppo occupazionale, ai dipendenti delle diverse società.

Molteplici, dunque, i fattori di criticità, gli stessi evidenziati dal “Piano di risanamento e riqualificazione delle partecipate”, predisposto dal direttore generale Maurizio Lanza e dal ragioniere generale Giorgio Santonocito, e oggi, ancora al vaglio degli esperti dell’amministrazione per via di modifiche legislative relativamente alla Finanziaria.

“Abbiamo scelto – ha spiegato il presidente della II commissione, Francesco Navarria (Pdl) – di utilizzare lo strumento della mozione, prevista dall’art 48 del Regolamento del Consiglio comunale, perché ci permette di avanzare una proposta diretta a provocare una discussione e a determinare un voto del Consiglio sulla proposta stessa, che impegna il sindaco, la Giunta o un assessore”.
La mozione, dovrà adesso, essere iscritta all’Ordine del giorno di una delle prime due sedute del Consiglio che saranno tenute dopo la presentazione della mozione stessa.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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