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Garantire la trasparenza per la tutela dei cittadini
di Michele Giuliano

Una palese violazione delle numerose normative sulla delicata materia. Sono appena 77 su 200 i Comuni nell’elenco del Ministero

Tags: Enti Locali, Consulenze



PALERMO - Patti di stabilità da rispettare, tasse che devono essere ritoccate all’insù, niente soldi per investimenti in opere pubbliche. Quante volte si è sentito sempre lo stesso ritornello dalle varie amministrazioni comunali siciliane che, di fronte alle esigenze del territorio, hanno risposto che soldi in cassa non ce ne sono perché il bilancio è asfittico. A giudicare però da quel che si vede nell’elenco di consulenze e collaborazioni, che fanno riferimento al 2008, la storia sembra essere decisamente un’altra.
Quante volte è capitato di ascoltare il sindaco di questi piccoli Comuni siciliani che chiedeva sostegno dalla Regione o allo Stato perché la propria manovra finanziaria era ridotta a poco più che un bilancio condominiale. Bene, queste inchieste realizzate dal Quotidiano di Sicilia possono invertire decisamente l’immaginario collettivo dei cittadini. I Comuni dell’Isola al di sotto dei 10 mila abitanti hanno speso nel 2008 per incarichi e consulenze 6 milioni e 600 mila euro. E forse il dato è persino falsato perché risulta abbastanza sospetto che nell’elenco del ministero figurino appena 77 Comuni su 200, segno probabilmente che la maggior parte delle amministrazioni non hanno comunicato nulla contravvenendo alla normativa sulla trasparenza degli atti pubblici.
Presumibilmente, alla fine la spesa reale sarebbe stata ancor più massiccia. Globalmente si è fatto ricorso a 736 incarichi, quindi una media di quasi 4 a testa e di una spesa di 33 mila euro. La provincia più ricca si è poi rivelata Palermo con un esborso di un milione e 600 mila euro, seguita da Messina (un milione e 300) e da Trapani (un milione e 200).

Articolo pubblicato il 12 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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