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Messina - La truffa dei compensi gonfiati, altra tegola su Palazzo Zanca
di Francesco Torre

Un danno economico per l’amministrazione. Ruggero (Ato3) scagionato dall’accusa di abuso d’ufficio. Catastazione degli immobili comunali, la Procura ipotizza un illecito da 40 mila €

Tags: Messina, Antonio Ruggero, Corte Dei Conti



Messina - Capo di Gabinetto del sindaco, presidente (adesso Commissario liquidatore) dell’Ato3 e direttore del Polo Catastale. Uno e trino (alla faccia dei detrattori degli incarichi multipli), l’ing. Antonio Ruggeri adesso dovrà addirittura “spaccarsi in quattro” e trovare il tempo per recarsi anche in un altro ufficio pubblico, ma stavolta senza incarichi (ed emolumenti) di prestigio. Stiamo parlando del Tribunale, che Ruggeri a breve dovrà visitare per difendersi dalle accuse di truffa ai danni del Comune.

Per chi non lo sapesse, il reato di truffa nei confronti delle amministrazioni pubbliche è regolato dall’art. 640 del Codice Penale e prevede la reclusione da 1 a 5 anni e una multa da 309 a 1.549 euro. Questo rischia adesso il fedelissimo del sindaco Buzzanca, al contrario scagionato - nell’atto di chiusura delle indagini preliminari notificato dal procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro - da ogni accusa di abuso d’ufficio, a suo tempo contestata dai firmatari degli esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti: i consiglieri comunali Melazzo (Udc), Pergolizzi e Canfora (Pdl).

L’illecito, secondo le ipotesi della Procura, riguarderebbe compensi “gonfiati” per circa 40.000 euro, risalenti in gran parte al 1999, per incarichi svolti dal professionista relativamente alle procedure di catastazione degli immobili comunali. Si tratta, dunque, degli stessi lavori per cui nel maggio 2009 il Comune era stato obbligato a riconoscere a Ruggeri una parcella da 726 mila euro – come si suol dire - “a consuntivo”, in virtù di una sentenza del Tar di Catania. Un incasso record avvenuto quando il nostro era già stato catapultato nel generosissimo universo delle società partecipate, ovvero alla presidenza dell’Ato3, l’azienda che dovrebbe occuparsi della gestione integrata dei rifiuti.

Diciamo dovrebbe perché da anni la città dello Stretto subisce l’onta di essere maglia nera nazionale per quanto riguarda la raccolta differenziata. Penultimi nel 2008 per Legambiente, ultimi nel 2009 secondo l’Istat, con percentuali che oscillano tra il 2% e il 3,1 % sul totale dei rifiuti prodotti. E questo prima che l’Ato, in ottemperanza alla riforma voluta dal Governo Regionale, venisse sciolto per dar vita ad un consorzio che comprenda tutti i comuni della Provincia. Un passaggio complesso, iniziato da poco proprio con la nomina di Ruggeri a commissario liquidatore.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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