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Messina - Dissesto, ancora cementificazione. Sciacca: modificare subito il Prg
di Francesco Torre

Sospendere i numerosi piani di lottizzazione avallati dal Comune in aree oggettivamente a rischio. Gli appelli del capo del Genio Civile al sindaco. L’alluvione ormai “dimenticata”

Tags: Messina, Nubifragio, Giuseppe Buzzanca, Gaetano Sciacca



MESSINA - “Si continua a costruire come se i tragici eventi del 1° ottobre 2009 non siano mai accaduti. Ciò che è successo è ormai passato in cavalleria. Bisogna modificare subito il Piano Regolatore”. La voce fuori dal coro è sempre la sua, quella dell’Ing. Capo del Genio Civile, Gaetano Sciacca, colui che aveva messo sull’avviso - sui rischi della zona sud e di Giampilieri Superiore in particolare - Comune, Protezione Civile e Procura di Messina ben prima dell’alluvione, ma le cui parole sono rimaste inascoltate. Purtroppo. E ora la storia si ripete. “Ancora oggi continuo a scontrarmi con un muro di gomma. Mi sento isolato, non c’è consapevolezza dei rischi», ci dice in una lunga intervista/denuncia che non sarà possibile esaurire in questo numero del giornale, e su cui ritorneremo prima possibile.

Responsabilità del Comune, carenze della Procura, aree della città a rischio dissesto, interventi effettuati e da effettuare nelle zone alluvionate. Questi ed altri gli argomenti affrontati senza mezze parole da Sciacca, che però sopra tutto pone un’emergenza assoluta: modificare un Piano Regolatore che ha già fatto troppe vittime, fermare lo scempio della cementificazione selvaggia, pianificare uno sviluppo sostenibile della città. Destinatario unico di queste richieste: il sindaco Giuseppe Buzzanca.

“A parere di Questo Ufficio le aree su cui prevedere i nuovi insediamenti abitativi vanno localizzate in zone che presentano un andamento praticamente pianeggiante per cui non soggetti a fenomeni franosi e quindi non interessati da colate di detrito e fango come invece le aree ubicate a ridosso dei rilievi collinari o lungo i ripidi versanti che cingono la città di Messina», scrive l’Ing. Capo del Genio Civile in una lettera inviata al sindaco qualche settimana fa, accompagnando la missiva con la richiesta di sospendere numerosi piani di lottizzazione recentemente avallati dal Comune in aree oggettivamente a rischio dissesto come il Torrente Trapani, l’Annunziata, la Panoramica, Montepiselli. Una presa di posizione che lascia intendere l’inizio di una lunga battaglia che il Genio Civile intende intestarsi nel nome della sicurezza dei cittadini.
 
“In attesa di una futura e quanto mai necessaria revisione del Prg - continua infatti Sciacca nella lettera al sindaco - non possiamo certo stare a guardare inermi una città paragonabile ad un bicchiere d’acqua oramai colmo. è pertanto necessario che l’amministrazione comunale ponga particolare attenzione nel rilasciare le concessioni edilizie per le aree edificabili in zone potenzialmente a rischio quali quelle poste in corrispondenza di zone di forte acclività, lungo linee di impluvi o canali di scolo delle acque meteoriche, a ridosso dei corsi d’acqua o della linea di costa  proibendone la realizzazione e favorendone la delocalizzazione”.
A tutt’oggi, la lettera non ha ricevuto alcuna risposta.
 


Decreto del 2008. La normativa antisismica del tutto disattesa
 
Messina.- L’Ing. Capo Sciacca evidenzia come, in base alla legge n. 1150 del 17.8.42, il Prg deve accompagnarsi a dei Piani Particolareggiati che contengono “le altezze dei fabbricati, le aree da lasciare libere, le zone da destinare alla pubblica fruizione ecc.”, e il Comune non si è mai dotato di tali Piani. In secondo luogo, Sciacca pone l’attenzione su un’altra legge, la nuova normativa antisismica di cui al D.M. 14.01.2008, anch’essa completamente disattesa dal Comune di Messina.
“Nell’evidenziare l’entrata in vigore delle nuove norme tecniche (il Genio Civile aveva scritto una nota al sindaco il 17 luglio scorso, nda) si voleva dare una spinta propulsiva al fine di una più razionale ed accorta gestione del territorio comunale rivedendo il P.R.G. vigente ed il suo studio geologico che risulta obsoleto in relazione alla citata nuova normativa che tra l’altro tiene ora conto delle condizioni topografiche del territorio nonché la determinazione di una specifica categoria di suolo per ogni tipologia di terreno”.

Articolo pubblicato il 15 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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