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I giovani per lÂ’internazionalizzazione
di Vanessa Paradiso

Promozione del territorio abbinata all’innovazione tecnologica, le idee progettuali per rilanciare la Sicilia. Le politiche di inclusione europea possono dare nuova linfa per lo sviluppo dell’Isola

Tags: Paolo Di Caro, Ang, Innovazione, Tecnologia



PALERMO - Al via il programma comunitario “Gioventù in azione” in Sicilia affidato all’Agenzia Nazionale Giovani (Ang), uno degli organismi riconosciuti dal governo italiano e regionale per l’attuazione e la promozione delle politiche di inclusione europea.
Il programma prevede la partecipazione a progetti che saranno poi presentati allo Sportello Europa delle nove province siciliane e che si avvarrà della consulenza dell’Agenzia per la redazione e la presentazione dei progetti stessi agli organismi comunitari per il loro finanziamento e la loro attuazione.
 
Una delle prime province a muoversi in tal senso è stata Siracusa, dove è già stata raggiunta un’intesa con l’Ang ed il presidente dell’agenzia, Paolo Di Caro, il quale ha illustrato il tipo di collaborazione che dovrà essere instaurato con le nove province siciliane. Di Caro ha affermato che il protocollo si muove in un’area di oggettiva debolezza nel rapporto giovani-Europa, che è l’accesso alle informazioni sulle opportunità.
 
“Questo progetto - ha riferito - va in direzione del superamento di questo gap ed accompagna i giovani proponenti nella presentazione dei progetti che possono, quando eventualmente bocciati, essere ripresentati con buone possibilità di successo finale.” A tal fine, la Provincia di Siracusa si impegna a promuovere e organizzare eventi e presentazioni (attraverso seminari, convegni, workshop su tematiche di partecipazione giovanile europea), a stimolare le proposte progettuali del territorio e a diffondere informazioni di interesse e di rilievo europeo, nell’ottica della creazione di un network internazionale.

Altro progetto di rilievo finalizzato a favorire l’incontro tra ricerca ed impresa è il progetto “Resint”, la rete siciliana per l’innovazione tecnologica, promossa dalla Regione con l’obiettivo di incidere sul sistema innovativo siciliano, che coinvolge Università, Centri di Ricerca pubblici e privati, Agenzie di Sviluppo, Parchi Scientifici e Tecnologici, associazioni imprenditoriali e piccole e medie imprese. Da gennaio 2010 operano in Sicilia dieci circoli della conoscenza che tendono a promuovere l’incontro tra la domanda di innovazione da parte delle imprese e l’offerta da parte delle strutture della ricerca. I dieci circoli si occupano tra l’altro di agrobiomare (biotecnologie e tecnologie chimiche applicate alle produzioni agroalimentari ed ittiche); agropack (tracciabilità e logistica dei prodotti alimentari). Ad oggi 48 proposte progettuali nei vari settori, sono considerabili, cioè possono essere sottoposti alla valutazione di esperti nell’ambito dei bandi di gara per i finanziamenti.

Intanto un protocollo di intesa è stato siglato tra l’Università di Messina ed una delegazione governativa della Costa d’Avorio per un’ iniziativa internazionale di scambio culturale e imprenditoriale per lo sviluppo di rapporti commerciali e finanziari tra Sicilia e Costa d’Avorio. L’accordo sottoscritto con il Comune di Mazzarà coinvolge, oltre all’Università di Messina, anche l’Ance, il Consorzio Universitario Federico II di Montalbano Elicona e il Collegio dei Geometri della provincia di Messina, oltre al settore florovivaistico della zona.

In vista della prossima stagione estiva circa trenta studenti alloggeranno nel Campus studentesco e parteciperanno alla “Summer school” con moduli dedicati alla produzione agricola e nel settore della tutela ambientale.
 Sono previsti corsi di formazione professionale in Sicilia e progetti di studio per favorire l’inserimento a Messina di studenti ivoriani nel settore dell’agricoltura, della zootecnia e della bonifica ambientale.
Incluso nel progetto lo sviluppo delle nuove tecnologie da realizzarsi in Costa d’Avorio attraverso TirrenoAmbiente, la società mista controllata dal Comune di Mazzarrà Sant’Andrea per trasformare i rifiuti in risorsa per la produzione energetica.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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