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Palermo - La cultura? La affido agli altri ma continuo a gestirmela io
di Luca Insalaco

Dopo accesi scontri, il Consiglio provinciale ha approvato lo statuto ma non si placano le polemiche. La Provincia vara la Fondazione S. Elia e “privatizza” la cura del proprio patrimonio

Tags: Palermo, Cultura, Fondazione SantÂ’Elia, Giovanni Avanti



PALERMO – È giunta all’epilogo la telenovela della Fondazione Sant’Elia. Il Consiglio provinciale ha approvato a maggioranza lo Statuto dell’organismo che andrà a tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e monumentale dell’Ente, attraverso l’uso degli antichi immobili, Palazzo S. Elia e Loggiato S. Bartolomeo, per le attività artistiche, culturali ed espositive dell’amministrazione provinciale. Come prevedibile, il varo del documento non è stata proprio una passeggiata. Perché si giungesse all’approvazione del testo, è stata necessaria una maratona di otto ore e soprattutto il raggiungimento di un accordo per la modifica dell’articolo 2 dello Statuto sulle finalità del nuovo soggetto culturale. In base alla nuova versione - ha sottolineato Enzo Briganò (Mpa) - la Fondazione “si potrà sciogliere se non risulterà virtuosa e se dovesse gravare sul bilancio dell’Ente fondatore”. 

Un punto, quello delle finalità, sul quale le opposizioni hanno fatto battaglia, come sulla questione attinente le professionalità da inserire nel Comitato scientifico, per la quale – a garanzia di competenza - hanno ottenuto che vengano coinvolte Università e Soprintendenza ai Beni culturali. “L’atto – ha sottolineato Giuseppe Balsamo (Pdl), migliorato nel suo complesso, lascia intatta la possibilità all’Amministrazione di avvalersi del suo personale, lasciando all’esterno solo alcune funzioni e privilegiando comunque le professionalità”. Per il raggiungimento degli obiettivi, invece, la Fondazione si dovrà attivare per reperire risorse comunitarie, nazionali e regionali. Permangono, in ogni caso, le perplessità dell’opposizione: “Con la costituzione della Sant’Elia, la Provincia decide di abdicare rispetto alle competenze istituzionali in materia di beni culturali”, hanno detto i consiglieri del Pd, Lapunzina, Calamia, Carollo, Di Pisa, Moncada e Piccione.

“La Provincia – hanno aggiunto - è, per legge, un Consorzio di Comuni cui è affidata la gestione di talune attività a carattere comprensoriale. Se dette attività sono cedute a terzi, l’ente non ha più ragione di essere. Abbiamo comunque cercato di limitare i danni, ottenendo che fosse cancellata la norma con cui si concedevano, sine die, Palazzo Sant’Elia e al Loggiato San Bartolomeo, beni che, grazie alla nostra azione, rimangono nella disponibilità della Provincia e che la Fondazione potrà utilizzare limitatamente allo svolgimento di attività programmate”.
 


Sponsor privati. Il presidente Avanti: “Nessun aggravio di costi"
 
PALERMO - “Siamo una delle prime Amministrazioni locali in Italia a dotarsi di un organismo con questi requisiti – ha detto il presidente della Provincia, Giovanni Avanti – che si pone quale strumento operativo dell’Ente medesimo con finalità di gestione di eventi culturali e di attività artistiche espositive. La Fondazione potrà utilizzare professionalità esistenti nell’organico dell’Amministrazione e non comporterà alcun aggravio di costi, permettendo invece l’impiego di risorse provenienti da sponsor privati. Il passaggio successivo – ha ricordato – sarà adesso l’atto di  costituzione della Fondazione attraverso il coinvolgimento della Soprintendenza ai Beni culturali per definire le modalità d’uso del nostro patrimonio artistico secondo la vigente normativa”. Il Presidente del Consiglio, Marcello Tricoli, dal canto suo, ha sottolineato “la sensibilità dell’aula verso l’importanza dell’atto. Il Consiglio – ha detto – è riuscito a trovare la giusta sintesi per approvare un documento che, di fatto, avvia una nuova stagione nel settore artistico e culturale  della Provincia”.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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