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Quotidiano di Sicilia

Emergenza rifiuti: risorse dalla Regione
di Marina Pupella

L’assessorato regionale all’Energia interviene con misure straordinarie per “salvare” la discarica di Bellolampo. Anticipo di 12 milioni di euro dai fondi residui Par Fas 2000/2006, da recuperare con la Tarsu

Tags: Pier Carmelo Russo, Bellolampo, Tarsu, Ambiente, Rifiuti, Amia, Pietro Lo Monaco, Protezione Civile, Arpa



PALERMO - La Regione siciliana interviene con misure straordinarie, utilizzando tutte le risorse finanziarie disponibili ed impiegando uomini e mezzi, ivi compresa la Protezione civile regionale, per salvare la discarica di Bellolampo a Palermo e per arginare il rischio percolato. Un rischio che oggi, secondo l’Amia, ha raggiunto un quantitativo stimato per difetto di 100 mila tonnellate, ovvero 100 milioni di litri di liquido altamente tossico.

Senza perdere altro tempo, al fine di bonificare il sito interessato dal percolato, la giunta regionale ha predisposto “interventi sostitutivi” in attuazione dell’art. 250 del d.lgs. 152/2006 in materia ambientale. Il decreto prevede “l’avvio di procedure ed interventi d’ufficio da parte del comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, della Regione, secondo l’ordine di priorità fissati dal Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate. Per anticipare le somme per i predetti interventi le Regioni possono istituire appositi fondi nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio”. Nella fattispecie, i fondi saranno quelli derivanti dalle residue disponibilità del Par Fas 2000/2006.

“Bisogna risolvere un problema di tutela dei cittadini” ha dichiarato Pier Carmelo Russo, assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, a margine della conferenza stampa convocata ieri per esporre il punto di vista della Regione sulla vicenda della discarica di Palermo. “Al momento - ha dichiarato - la Regione attraverso la delibera di giunta del 15 maggio, ha stanziato 12 milioni di euro che dovranno servire come anticipo, da restituire in futuro attraverso la riscossione della Tarsu. Ci auguriamo tuttavia che le somme necessarie siano inferiori perché l’obiettivo sarebbe quello, non di uno smaltimento episodico ma di uno stoccaggio del percolato, per poi dare il via alle gare per il suo smaltimento.

La grossa quantità di percolato presente nella discarica di Bellolampo - ha aggiunto - impone un’azione rapida e responsabile da parte di tutti gli enti coinvolti: Regione, Comune di Palermo, Amia, Arpa, Protezione civile e ministero dell’Ambiente”.
Da gennaio ad aprile sono stati smaltiti 45 mila tonnellate di liquami, con un tasso settimanale di smaltimento di circa 2000 mila tonnellate. Ma per accelerare le procedure ed evitare il pericolo di inquinamento delle falde acquifere, l’Amia ha incaricato altre quattro imprese per eliminare 4000 mila tonnellate di percolato a settimana.

“Il liquido verrà raccolto da autocisterne - ha spiegato Pietro Lo Monaco, capo della Prote zione civile regionale - e trasportato, almeno fino a quando non verrà realizzato sul sito di Bellolampo un impianto di trattamento del percolato prodotto in discarica, a Gioia Tauro, dove esiste già un sistema per neutralizzare il liquido inquinante”.
Sul copioso quantitativo accumulatosi nel giro di pochissimi mesi (a novembre 2009 era di 10 mila tonnellate ed oggi è arrivato a 100 mila), l’assessore ha detto, senza tanti giri di parole che: “Ciò dovrebbe indurre a qualche riflessione: chi doveva vigilare forse non lo ha fatto con la giusta attenzione”.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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