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Quotidiano di Sicilia

Catania - Giarre: Cantale non è consulente ma capo di Gabinetto del sindaco
di Agostino Laudani

Un “compenso immaginario” da 267 mila euro che non corrisponde all’effettiva somma elargita. Dati imprecisi sul sito di Brunetta: nessuna irregolarità nel Comune catanese

Tags: Giarre, Serena Cantale, Teresa Sodano



GIARRE (CT) – L’avvocato Serena Cantale non ha mai guadagnato quei circa 270 mila euro di consulenze intorno alle quali si è sviluppato un infondato “tam tam” anche su internet. L’avvocato Cantale non è un consulente esterno del Comune di Giarre, bensì il capo di Gabinetto del sindaco Teresa Sodano. Infine, l’avvocato Cantale ha ricevuto nel 2008, per la sua attività, un compenso di 33 mila euro, e attenzione: sono lordi.

Queste sono le tre informazioni che doverosamente riportiamo perché i nostri lettori ne siano consapevoli. Un chiarimento indispensabile, in quanto nell’ambito delle diverse inchieste che il Quotidiano di Sicilia ha pubblicato a proposito degli incarichi che gli enti locali affidano agli esperti esterni, in un paio di puntate (articoli del 14 aprile e del 18 maggio a firma del collaboratore Michele Giuliano) è emerso anche un caso “emblematico” che riguarda il Comune di Giarre.

INCARICHI - Secondo i dati pubblicati sul sito internet del ministero per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, sezione “Operazione trasparenza”, la fonte cui abbiamo attinto per la nostra serie di inchieste, il Comune di Giarre avrebbe affidato all’avvocato Serena Cantale Aeo l’attività di “consulenza legale”, prevedendo due voci di spesa, una pari a 267.447.60 euro e l’altra pari a 26.774,76 euro. Motivo per cui l’incarico è stato indicato come uno dei più consistenti nel panorama delle consulenze che, ricordiamo, per quanto riguarda i Comuni e le Province regionali della Sicilia sono oltre 2000 e assommano a ben 21 milioni di euro, solo nel 2008.

PRECISAZIONI - In realtà le cose stanno diversamente e il famoso sito web voluto dal ministro Brunetta contiene delle imprecisioni. Ce lo hanno spiegato direttamente l’avvocato Cantale e lo stesso sindaco Sodano, attraverso un’intervista chiarificatrice che ristabilisce la verità dei fatti.

CANTALE - “Non ho mai ricevuto alcun incarico come consulente legale del Comune – ha spiegato la Cantale – perché il ruolo che svolgo all’interno dell’ente è quello di capo di Gabinetto del sindaco. L’incarico mi è stato attribuito per il 2008 con determinazione sindacale n. 103 del 2 luglio 2008, si tratta di una collaborazione coordinata e continuativa regolata da un contratto che si protrae fino alla scadenza del mandato sindacale. La somma che il Comune ha impegnato per questo incarico ammonta a € 33.048 per il 2008, e comprende oneri previdenziali e fiscali. Un compenso, quindi, lordo”. Il capo di Gabinetto spiega poi che “esiste al Comune un Ufficio Contenzioso ma non un Ufficio Legale e che le consulenze legali vengono attribuite singolarmente, quando il Comune ne ha bisogno, secondo una previsione generale di spesa che si fa ogni anno”.

SODANO - Su questo aspetto interviene anche il primo cittadino. “Non abbiamo un Ufficio legale – aggiunge il sindaco Teresa Sodano – quindi affidiamo degli incarichi di volta in volta, in base alle esigenze di difesa del Comune. La citata somma di 267 mila euro si riferisce alla previsione complessiva di spesa relativamente alla tutela legale e a tutte le altre forme di collaborazione a diverso titolo per il 2008. Si tratta cioè di una voce che viene inserita in bilancio e utilizzata per dare incarichi agli avvocati all’occorrenza. Non si tratta di un importo erogato per una consulenza, perché al Comune non affidiamo consulenze”.

COMPENSI INESISTENTI - Quei 267 mila euro attribuiti - secondo i dati scaricabili ancora oggi dal sito del ministero di Brunetta - all’avvocato Cantale sono quindi un compenso immaginario. Non sono stati mai percepiti dalla Cantale, perché si tratta di uno stanziamento comunale indispensabile per la difesa legale dell’ente e, come ha ben spiegato il sindaco, per altre necessarie collaborazioni. Una somma che certo “spiccava” - erroneamente - negli elenchi ed è stata ripresa dalla stampa.
Sgombrato il campo da ogni equivoco, i cittadini-contribuenti, almeno nel caso del Comune di Giarre, possono tirare un respiro di sollievo: l’amministrazione non ha consulenti strapagati, non si trattava di uno spreco e stavolta nessuno è diventato ricco con il denaro pubblico.

Intanto, al Comune di Giarre è in corso una verifica sulla correttezza della trasmissione dei dati all’Anagrafe delle prestazioni, cui è stata anche richiesta la rettifica delle informazioni  inserite negli elenchi pubblicati su sito web del ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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