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Quotidiano di Sicilia

Messina - Provincia, l’universo-partecipate tra ben 44 consorzi e 14 società
di Valeria Zingale

Entro il 31 dicembre devono chiusi i rapporti non necessari, altrimenti sarà danno erariale. Ricognizione ancora in corso, adesso l’assessore Bisignano punta al riordino

Tags: Messina, Partecipate, Michele Bisignano



MESSINA – Serviva ordine, pulizia e razionalizzazione. C’era il caos attorno alle società partecipate della Provincia regionale di Messina e non è stato facile per l’assessore al ramo, Michele Bisignano, e per il dirigente dell’ufficio competente, Antonino Calabrò, venire a capo dell’opera di ricognizione.

Non si trovavano le carte, tra faldoni mai censiti e senza titolo in copertina, e i tempi si sono allungati. Adesso il quadro è chiaro, salvo probabili integrazioni o modifiche, come evidenziato dall’Ente. Gli uffici competenti sono ancora al lavoro per individuare eventuali realtà sfuggite a questo primo monitoraggio. Intanto, si ha una prima conferma: Palazzo dei Leoni ha sparso soldi qua e là: è presente in 44 consorzi, enti ed associazioni (di molti si sconosceva l’esistenza) e in 14 società (Multiservizi s.p.a., Progeta s.p.a., Sogepat s.r.l., Centro mercantile, Feluca s.p.a., Sogas s.p.a., Sviluppo Taormina Etna s.p.a., Innovabic s.p.a., Nettuno s.p.a, oltre alle 5 ATO rifiuti).

La volontà – come ci ha confermato il dirigente Calabrò – è quella di non toccare le società, ma di tagliare alcune partecipazioni in associazioni, enti e consorzi di scarsa finalità, in ottemperanza all’art. 87 della Legge Finanziaria del 2008, che prevede “il divieto di costituzione, assunzione e mantenimento di partecipazioni, anche di minoranza, in società aventi ad oggetto la produzione di beni e servizi che non siano strettamente necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali degli Enti locali”.

“A tutte le società – ha affermato Bisignano – chiederemo i bilanci degli ultimi tre anni, misure camerali aggiornate, e poi stileremo il piano di dismissione”. L’art. 71 della legge 69/2009 prevede che entro il 31 dicembre 2010 le Amministrazioni cedano le partecipazioni non necessarie. Se così non fosse, gli Enti andranno incontro a responsabilità erariale. Un po’ diversa l’interpretazione che ne dà Palazzo dei Leoni, citando il parere 48/2008 della Corte dei Conti per la regione Lombardia. Secondo l’Ente, entro la fine dell’anno, devono essere avviate le procedure relative alla dismissione, mentre l’iter può chiudersi successivamente. Ai fini della cessione, è sufficiente una deliberazione di Giunta, così come stabilito dal Consiglio di Stato sezione quinta, con sentenza n. 2699/2004. La palla passa ora in Consiglio provinciale.
 

 
In Consiglio. Porre un freno contro ogni improduttività
 
MESSINA - La II commissione consiliare Bilancio, è già al lavoro per tirare le somme sul lavoro ricognitivo ed ha messo a punto una fitta calendarizzazione degli appuntamenti consiliari. La volontà è quella di porre un freno ed un limite agli inutili rapporti di partecipazione improduttivi per l’amministrazione, iniziando dalla richiesta di verificare le condizioni per un eventuale scioglimento del rapporto con le Ato.
“In considerazione che sono diverse le società partecipate che non hanno ottemperato a quanto previsto in materia di controllo della spesa per il personale e di conto annuale, non presentando annualmente i bilanci, e che in molti dei rapporti economici intrattenuti dall’Ente, mal si comprende la convenienza nel perdurare degli stessi - ha affermato il consigliere autonomista Roberto Cerreti - i componenti della commissione valuteranno la convenienza della Provincia regionale di Messina nel portare avanti rapporti di partecipazione con le diverse società”.

Articolo pubblicato il 22 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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