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2,5 milioni per favorire lÂ’integrazione tra il mondo universitario e le imprese
di Gabriele Barone

Il Ministero dello Sviluppo economico sostiene i progetti del mondo accademico dedicati all’internazionalizzazione. Nelle passate edizioni solo due progetti siciliani hanno ottenuto i finanziamenti pubblici

Tags: Ateneo, Impresa, Lavoro, Adolfo Urso



ROMA - Cinque milioni di euro per i progetti università-imprese all’estero. Il Ministero dello Sviluppo Economico sosterrà anche quest’anno - con uno stanziamento pubblico di 2,5 milioni di euro - i progetti del mondo accademico dedicati all’internazionalizzazione.

Uno stanziamento consistente, vista la crisi economica in atto, che può arrivare fino a 5 milioni di euro totali per il 2010 attraverso il cofinanziamento, da una parte, dell’Istituto Commercio Estero e, dall’altra, delle università con la partecipazione di almeno un’impresa italiana. L’obiettivo è favorire l’integrazione fra il sistema universitario e il mondo delle imprese, incentivando i rapporti delle università con i sistemi produttivi locali e i distretti industriali, con gli Enti territoriali ed i parchi tecnologici italiani e stranieri in un’ottica di sistema tra pubblico e privato.

Il nuovo bando di finanziamento, presentato dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico Adolfo Urso e dal Direttore Generale dell’ICE Massimo Mamberti, dimostra come anche gli atenei stiano progressivamente divenendo consapevoli delle loro responsabilità per lo sviluppo del sistema produttivo del territorio in cui operano. Non quelli siciliani però. Dei 54 progetti che hanno ottenuto il finanziamento pubblico, nell’ambito delle passate edizioni delle sovvenzioni, solo due infatti erano siciliani.
A tenere “alto” il nome della Sicilia ci ha pensato (per fortuna) l’università di Palermo. Con i fondi del biennio 2003/04, il dipartimento di ingegneria, elettrica, elettronica e dei sistemi ha visto finanziato un interessante progetto su impianti, cabine elettriche di distribuzione e sistemi di produzione locale di energia elettrica in partnership – tra gli altri – con il politecnico di Tirana e l’Escola Politecnica dell’Università di San Paolo, realizzatosi in Albania, Serbia, Libia, Tunisia, Brasile e Cina.

Più recentemente poi il Ministero ha ammesso a finanziamento il progetto Hylight – hybrid lightweight structures for naval application che l’università palermitana ha realizzato in Gran Bretagna, Germania, Svezia e Portogallo insieme all’impresa Sicilia Trasporti Navali. Palermo batte Catania 2 a 0. Messina ed Enna, non pervenute. Un magro consuntivo, non c’è che dire. Mentre si fa un gran parlare del consolidamento del quarto polo universitario siciliano, le università dell’isola si confermano fanalino di coda nella capacità di attrarre contributi dallo Stato per allacciare partnership scientifiche internazionali. Sarà forse che i nostri atenei possono farne a meno?
 

 
Il bando 2010. Ricerca applicata e innovazione tecnologica
 
Il bando 2010, che sarà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale, mira a favorire la competitività internazionale delle PMI avvicinando la ricerca al sistema produttivo dei territori. L’auspicio è che questa stavolta i rettorati dell’isola si facciano promotori di progetti validi. Per ottenere il finanziamento essi dovranno puntare allo sviluppo della collaborazione all’estero nel campo della ricerca applicata e del trasferimento tecnologico, anche in relazione ad obiettivi consistenti in brevetti o spin-off. Requisito essenziale è quello di occuparsi di ricerca applicata e di innovazione tecnologica, senza limitazioni per quanto concerne la scelta del paese di riferimento. L’impresa partner dell’iniziativa deve partecipare con un apporto finanziario, mentre l’università può contribuire con risorse umane interne. La percentuale dei costi del progetto assunta a carico pubblico sarà del 50%, fino ad un massimo di 125 mila euro.

Articolo pubblicato il 26 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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